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Colombo, il secondo viaggio

I grandi navigatori > Cristoforo Colombo, 1492 > I quattro viaggi di Colombo
secondo viaggio
Cadige
Per assicurarsi il possesso delle terre scoperte da Colombo, il Re e la Regina ordinarono all'ammiraglio di tornare a Hispaniola e di scoprire se Cuba fosse veramente parte dell' Asia.
La prima spedizione di Colombo era partita da una piccola città di poca importanza; questa volta l'armada composta da una flotta di 17 navi con oltre 1.200 uomini a bordo eusci maestosamente dal grande porto di Cadice, tra squilli di trombe e rombi di cannone.
Era il 25 settembre 1493.



Dominica
La partenza della grande armada
Partenza
La traversata  dell' Atlantico, che non presentò nessuna difficoltà, ebbe termine quando una vedetta avvistò, il 3 novembre, un'isola particolarmente bella; poiché" era una domenica, dies Domini, Colombo chiamò l'isola "Dominica".

Da questa isola a metà circa dell'arcipelago delle Piccole Antille (che formano una catena delle Isole Vergini fino alle coste dell' America Meridionale), ebbe inizio l'esplorazione dei Caraibi.
Dopo una  breve sosta a Marie Galante (che prese il nome della nave ammiraglia di Colombo), la fotta si diresse a nord e gettò l'ancora vicino alla lussureggiante isola vulcanica di Guadalupa.

Un gruppo di marinai , sceso a terra, constatò con orrore che le dicerie degli Aruachi, concernenti i loro feroci nemici - i Caribi - erano vere: appese nelle capanne abbandonate in tutta fretta vi erano quarti di carne umana.

I Caribi erano feroci guerrieri cannibali, che compivano razzie sulle vicine isole per saziare propri sinistri appetiti.



Proseguendo verso nord, la flotta passò davanti a un gruppo di isole incantevoli: Montserrat, Antigua, Nevis, St. Kitts St. Croix,
costeggiò poi la costa meridionale di Portorico e gettò l'ancora a Hispaniola il 22 novembre.
 
 
 
Li terminò  bruscamente l'idilliaco viaggio tra le isole.
Mentre le navi procedevano verso ovest per raggiungere Navidad, un gruppo di uomini sceso a terra trovò quattro cadaveri in stato di decomposizione e non fu possibile capire se erano Indiani o bianchi, ma uno essi aveva tracce di barba, e gli Aruachi si sa, non avevano barba.
Navidad fu raggiunta il 28 novembre, ma ..... il fortino era stato completamente bruciato e non vi era nessuna traccia degli Spagnoli.

Orripilati  da questo avvenimento, gli Spagnoli misero da parte l'idea di insediarsi alla Navidad e fondarono invece una nuova colonia a Isabela, 100 miglia più a est.

Nei mesi seguenti, Colombo esplorò l'interno dell'isola quanto bastò per capire che non era il Giappone. Egli riusi tuttavia a mettere insieme una buona quantità di "quell' oro tre volte benedetto" da rimandare in Spagna con le navi che ritornavano in patria per fare rifornimento.

Verso  la fine di aprile l'Ammiraglio si diresse a Cuba "per esplorare il continente delle Indie".

Lasciata a Isabela una guarnigione al comando del fratello Diego, Colombo salpò con una flotta di tre piccole caravelle, tra cui la vecchia Nina. Questa volta voleva esplorare le coste meridionali di Cuba, perché, secondo le teorie dell' epoca, era più facile trovare ricchezze nelle regioni meridionali che quelle settentrionali.

Gli Indiani di Cuba si dimostrarono abbastanza ospitali ma non possedevano oro; essi spiegarono che il metallo proveniva da una grande isola che si trovava più a su chiamata ameque?
Era possibile che intendessero Babeque, l'isola con le spiagge ricoperte d'oro?


La distruzione di Natividad
Natividad
Cuba
Giamaica

Gli esploratori  si diressero velocemente a sud e il maggio avvistarono un'isola tropicale dalla vegetazione lussureggiante - Giamaica - riuscendo cosi a colmare altro vuoto sulla carta geografica dei Caraibi.

Gli indigeni di Giamaica si dimostrarono però poco amichevoli e non avevano oro.

Dopo aver navigato per una settimana verso ovest lungo le coste dell'isola, gli Spagnoli, delusi, fecero ritorno a Cuba.

Lettera del prete Gianni
Il mese  seguente l' Ammiraglio guidò la flotta tra le acque del litorale meridionale di Cuba.
Egli non trovò grandi città, ma gli Indiani gli dissero che il territorio che si stendeva più a ovest era chiamato Magon, nome dal suono piacevolmente simile a quello di Mangi, una provincia cinese descritta da Marco Polo. Inoltre gli Indiani dichiararono che il territorio era così esteso che sarebbero stati necessari anni per attraversarlo tutto.

Quando un  gruppo di marinai scesi a terra vide un paio di Indiani dalla pelle chiara vestiti di ampi abiti bianchi, Colombo concluse che, per caso, aveva raggiunto il regno di Prete Gianni, un sovrano cristiano che si credeva vivesse in una regione non meglio identificata dell' Africa o dell' Estremo Oriente.
Dove arrivò Colombo
Il 12 giugno  calcolò, sbagliando, che aveva navigato per 650 miglia lungo le coste di Cuba e tutti i marinai della flotta furono concordi nel dire che non si era mai sentito parlare di un'isola così lunga; Colombo tornò indietro.
A quel punto la piccola flotta si trovava a circa 50 miglia dalla punta occidentale di Cuba, ma come avrebbe potuto saperlo Colombo? Per tutto il resto della sua vita fu fermamente convinto che Cuba era una penisola dell'Asia.

Il viaggio di ritorno incessantemente ostacolato da venti contrari, fu terribilmente lungo; ciò nonostante, invece di tornare subito a Isabela, Colombo si diresse a sud per esplorare e disegnare sulla carta geografica le coste meridionali di Giamaica e di Hispaniola, e raggiunse Isabela solo il 29 settembre.

Crudeltà degli spagnoli
Quando arrivò , si rese conto che durante i cinque mesi della sua assenza, la giovane colonia era caduta in preda al caos: bande di Spagnoli scorrazzavano per l'isola, terrorizzando gli indigeni, rubando l'oro e prendendo prigionieri. Tutto ciò era in netto contrasto con gli ordini del Re di dimostrarsi amichevoli con gli Indiani.

La crudeltà degli Spagnoli fu invece tale che gli Aruachi di Hispaniola, che prima del 1492 erano centinaia di migliaia, furono praticamente sterminati nel giro di 50 anni.

Alla fine, le lamentele sull'inetta e arbitraria amministrazione di Colombo giunsero all'orecchio dei sovrani; nell'ottobre 1495 arrivò in visita alla colonia un ispettore spagnolo.
Colombo,  presumendo, che il rapporto dell'ispettore non gli fosse favorevole, decise che era meglio ritornare in Spagna per difendersi.
Lasciata la colonia in mano al fratello Bartolomeo, egli si mise in mare nel marzo 1496, portando con sé 30 Indiani e 225 colonizzatori delusi.

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