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Henry Hudson, 1609

I grandi navigatori
 Half moon prima
Figura circondata di mistero, Henry Hudson fece il suo ingresso nella storia nel 1607 e scomparve quattro anni dopo.
Questo ostinato navigatore inglese, della cui giovinezza non si hanno notizie, negli ultimi anni della sua vita effettuò
quattro tentativi per trovare a settentrione una rotta breve per l'Oriente.

Nel 1607, finanziato da un gruppo inglese, la Compagnia di Moscovia, fece vela verso nord alla ricerca di una rotta a nord-est attraverso il Polo Nord.
Raggiunse le coste orientali della Groelnlandia e ne iniziò l'esplorazione cartografando i territori che incontrava.
Raggiunse le isole Svalbard.
Il 14 luglio toccò il punto più settentrionale dell'archipelago a 10° dal Polo. Fu poi costretto a tornare indietro dall'impenetrabile barriera di ghiacci.

Le isole Svalbard
Svalbard
La rotta del primo viaggio
Svalbard
Proseguì oltre le Svalbard ed arrivò ad una latitudine di 10 ° nord,
577 miglia dal polo nord,
ma non c'era una via per andare oltre a causa del ghiaccio .
Il 31 luglio decise di ritornare in inghilterra. Durante il viaggio di ritorno, Hudson scoprì l'isola Jan Mayen.
Nel 1608 riprovò ancora.
Navigò  lungo la costa della Norvegia, ma tutte le rotte verso nord erano bloccate dal ghiaccio. Raggiunse la Novaya Zemlya, ma poi fu costretto a tornare indietro. Questo punto veniva considerato come il punto oltre il quale non si poteva andare, e ciò convinse la compagnia di Moscovia a non finanziare altri viaggi.
Jan Mayen
Novaja Zemlja
Come si naviga oggi nel mare di Barents
Le Svalbard riprese da un Drone
Svalbard riprese da un drone
Anche se i suoi due tentativi di aprire una rotta a nord verso le isole dell'Oriente ricche di spezie non erano stati coronati da successo,
egli era riuscito ad arrivare a 10° dal Polo, una latitudine mai raggiunta da nessuno prima di allora.
Quando gli Olandesi lo chiamarono ad Amsterdam per discutere la possibilità di un viaggio per loro conto, Hudson si presentò immediatamente:
era, ossessionato dall'idea di scoprire il fantomatico passaggio a nord verso l'Estremo Oriente.

Era disposto a mettersi al servizio
      • degli Olandesi,
      • o del re di Francia,
      • o di chiunque altro,
dal momento che i suoi finanziatori inglesi non erano disposti a rischiare altro denaro in esplorazioni.
10° Nord
L'8 gennaio 1609 Hudson firmò un contratto con la Compagnia olandese delle Indie Orientali, impegnandosi a
"cercare un passaggio a nord verso l'Oriente
lungo la costa settentrionale della Novaja Zemlja".

La Novaja Zemlja, una barriera di isole che, dalle coste settentrionali della Russia, si protende nell'Oceano Artico, aveva già bloccato nel 1608 il viaggio di Hudson verso l'Oriente, ma il navigatore aveva deciso di compiere un nuovo tentativo per cercare un passaggio ancora più a nord o tra le isole e il continente.
Russia
Il 6 aprile 1609,
Henry Hudson parti da Amsterdam  a bordo di un piccolo veliero, l'Half Moon.

L'equipaggio era formato da 16 uomini, inglesi e olandesi, fra cui Robert Juet, un vecchio marinaio londinese che aveva già partecipato come secondo al viaggio compiuto da Hudson nel 1608 e che avrà un ruolo sinistro nel destino del suo comandante.

Juet tenne un diario chiaro e conciso del viaggio, che costituisce l'unico racconto di prima mano rimasto dell'impresa compiuta da Hudson per la Compagnia olandese delle Indie Orientali, in quanto il giornale di bordo di Hudson è andato perduto.
Half Moon
Half Moon
Dopo aver risalito le coste occidentali della Norvegia e aver avvistato il Capo Nord il 5 maggio, l'Half Moon virò a est verso le insidiose acque del Mare di Barents. La temperatura era sotto zero, violente tempeste si alternavano a nebbie impenetrabili e le onde trasportavano grosse lastre di ghiaccio.

Hudson e i marinai inglesi erano abituati a navigare in mezzo a "tempeste con vento e neve in abbondanza", ma gli Olandesi erano spaventatissimi.

Essi erano avvezzi a viaggi verso le Indie nei mari tropicali con clima mite: a mano a mano che la temperatura scendeva, il loro morale si abbassava e ben presto cominciarono a lagnarsi della follia di dover rischiare la vita in una simile impresa; verso la metà di maggio, si ribellarono apertamente, rifiutandosi nel modo più assoluto di continuare il viaggio verso nord, e Henry Hudson si trovò a dover fronteggiare un ammutinamento.

Mare di Barents
Non era la prima volta che Hudson aveva noie con l'equipaggio.

L'anno prima, mentre navigava nelle stesse acque, era stato costretto a prendere la via del ritorno e a firmare un attestato in cui, per nascondere l'insubordinazione, dichiarava che intraprendeva "il ritorno di sua libera volontà, senza esservi persuaso o costretto".

Insicuro di carattere e incapace di guidare i suoi uomini, difetti assai gravi per un esploratore, Hudson, una volta di più, cedette alle pretese della ciurma.

Trascurando i termini del suo contratto, abbandonò la ricerca di un passaggio a nord-est ancor prima di aver avvistato la Novaja Zemlja e fece vela verso la Norvegia.

Mare di Barents ritorno
Probabilmente la decisione fu presa senza eccessivi scrupoli; sembra infatti che
Hudson nutrisse seri dubbi circa la possibilità di trovare un passaggio a nord-est.

Già prima di lasciare Amsterdam, si era incontrato con alcuni famosi geografi e aveva discusso con essi la possibilità di trovare un passaggio a nord-ovest attraverso il continente americano; inoltre, era in possesso di lettere e di mappe di un amico, il capitano John Smith, che faceva parte del gruppo da poco insediato a Jamestown in Virginia. Smith aveva acceso la fantasia di Hudson con indicazioni circa la possibile esistenza di un collegamento con il Pacifico in una zona a nord della colonia della Virginia.

Hudson mostrò ai suoi uomini lettere e mappe di Smith e riuscì a persuaderli a cercare il passaggio per le Indie
lungo le coste dell' America Settentrionale.
Passaggio a Nord Ovest
Messa la prua per sud-ovest,

l'Half Moon compi una tempestosa traversata dell' Atlantico settentrionale,

raggiungendo le coste del Maine verso la metà di luglio, poi costeggiò il continente verso sud passando oltre Capo Cod, attraverso i pericolosi Nantucket Shoals, e arrivò verso metà agosto all'imboccatura della Baia Chesapeake,

"alla foce del King's River in Virginia, dove vi sono i nostri Inglesi".

Forse a causa del fatto che la sua nave batteva bandiera olandese, Hudson non cercò di entrare in contatto con Smith a Jamestown; invertì, invece, la rotta e fece vela verso nord, per esplorare più da vicino la costa alla ricerca dello stretto verso il Pacifico, di cui aveva sentito parlare.
Ceasepeake
Si fermò brevemente per scandagliare l'ingresso della Baia del Delaware,

ma constatò che era costellato di secche e di banchi di sabbia pericolosi e concluse che non poteva essere il passaggio che cercava; proseguendo il viaggio lungo la costa del New Jersey, doppiò gli scintillanti banchi di sabbia del Sandy Hook e
il 2 settembre 1609 si trovò all’'imboccatura di una vasta insenatura aperta,
la baia esterna del porto di New York.

(Molti anni prima, nel 1524, Giovanni da Verrazzano, in un viaggio d'esplorazione per conto del Re di Francia, aveva scoperto quella stessa baia e l'aveva percorsa per alcune ore, ma nessuno aveva ripreso le esplorazioni in quella zona e la sua scoperta era stata dimenticata)
Staten Island
Il morale di Hudson doveva essersi risollevato alla vista dell'insenatura circondata da foreste. A giudicare dalla forza della corrente che usciva dalla baia, si rese conto che doveva trovarsi all'imboccatura di un grande fiume o di uno stretto; forse quella era la via che conduceva alle ricchezze dell'Oriente, che tanti esploratori, prima di lui, avevano cercato senza trovare.

"Abbiamo scoperto una terra meravigliosa e anche bella da vedere"
esclamò Juet con gioia, e aveva ragione.

Per diversi giorni, l'equipaggio perlustrò la baia esterna pescando, scandagliando e scendendo a terra in vari punti, e concluse che l'insenatura era un

"ottimo porto naturale, pieno di salmoni, di muggini e di razze molto grossi".

Valle dell'Hudson
Valle dell'Hudson
Half Moon risale l'Hudson
Half Moon risale l'Hudson
Hudson arrivò in Inghilterra ai primi di novembre e inviò immediatamente ai suoi finanziatori olandesi un rapporto sul viaggio, con la proposta di intraprendere un'altra spedizione; ma il governo inglese, rendendosi conto di quanto aveva perso permettendo che Hudson intraprendesse la spedizione per conto degli Olandesi, gli proibì di lasciare il Paese.

Un gruppo di ricchi inglesi formò una compagnia privata per finanziare il successivo viaggio di Hudson.

Egli aveva tentato di trovare - e aveva fallito l'impresa - una rotta per l'Estremo Oriente lungo le coste settentrionali del continente asiatico e attraverso le regioni settentrionali dell’'America; ora aveva l'ordine di scoprire nell'Artico canadese maggiori elementi relativi a stretti e insenature - di cui si avevano notizie vaghe - per vedere

"se era possibile trovare un passaggio all'altro oceano detto Mare del Sud".

Artico canadese
Artico canadese
Il 17 aprile 1610, a bordo della Discovery,

l'indomito navigatore riprese il mare per la quarta volta in quattro anni,
alla ricerca dell'introvabile rotta breve per l'Oriente.

Con Hudson partirono anche
      • il figlio John,
      • l'enigmatico Juet - come secondo -
      • e Abacuk Prickett, la cui vivace cronaca del viaggio fornisce la maggior parte dei particolari sugli strani avvenimenti verificati si a bordo della Discovery.
Discovery
discovery
Fin dall'inizio, tra i membri dell'equipaggio sorsero contrasti che ritardarono la traversata dell'Atlantico; dopo pochi giorni di navigazione, Hudson fece sbarcare uno dei suoi uomini e lo rimandò a Londra.
Durante una sosta a Gravesend prese a bordo un marinaio, Henry Greene, che si rivelò un buono a nulla.

Greene faceva "vita e discorsi osceni", ma Hudson lo prese ugualmente a benvolere.
Verso la metà di maggio, la Discovery raggiunse l'Islanda, dove incontrò venti contrari che ritardarono la ripresa del viaggio. Durante questa pausa,

scoppiò tra Greene e il medico di bordo una lite furibonda
"che fece imbestialire tutto l'equipaggio".

Hudson passò sopra all'incidente, attribuendolo alle osservazioni caustiche del medico.

Islanda
Juet era irritato e faceva allarmanti previsioni, affermando che la spedizione sarebbe terminata "con un omicidio, e qualcuno sarebbe finito molto male".

Quando finalmente ripresero il mare, Hudson venne a sapere che Juet aveva sparso la voce che Greene era a bordo per spiare il resto dell'equipaggio;
fu tentato di lasciare Juet in Islanda, ma disgraziatamente cambiò idea.

La Discovery, doppiato l'estremo lembo meridionale della Groenlandia, si diresse verso occidente attraverso acque invase da ghiacci e raggiunse, verso la fine di giugno, l'imbocco dello Stretto di Hudson, un canale lungo 450 miglia, tra il territorio canadese e la costa meridionale dell’'Isola di Baffin. Nonostante la fitta nebbia e i lastroni di ghiaccio che andavano alla deriva a sud verso il mare aperto, Hudson imboccò risolutamente lo stretto.

L'equipaggio era pessimista, ben presto cominciò a serpeggiare la ribellione.
Hudson tentò di placare lo scontento, facendo votare agli uomini
"se erano disposti ad andare avanti: si o no".
Dopo molte discussioni, prevalsero i si.

La Discovery, piccolo veliero fragile e solitario, continuò il suo viaggio tra le alte coste rocciose che apparivano e scomparivano come fantasmi nella nebbia.
La fiducia incrollabile di Hudson nel proposito di trovare un passaggio sembrò pienamente giustificata quando, all'inizio di agosto, il veliero, dopo essere passato tra due promontori dalle pareti altissime, si trovò in acque vaste e aperte che sembrava potessero arrivare fino all' Asia; cercando di reprimere il giubilo che doveva provare, Hudson scrisse, il 3 agosto, l'ultimo dei frammenti rimasti del suo giornale di bordo:
"Eseguii le osservazioni e rilevai che la nave, a mezzodì,
si trovava a 61°20' in un mare che si stendeva verso occidente".

Hudson bay
Hudson bay
Alba su Hudson bay
Alba su Hudson bay
James bay
Quel "mare verso occidente" era naturalmente la Baia di Hudson, e non conduceva all' Asia ma si inoltrava profondamente nel desolato territorio canadese. Tuttavia, a Hudson doveva sembrare l'avverarsi del suo sogno; sicuro che il successo fosse finalmente a portata di mano, si diresse velocemente a sud lungo la costa orientale dell'immensa distesa d'acqua.

Ai primi di settembre, invece di sboccare nel Pacifico, la nave entrò nella Baia di James all'estremità meridionale della Baia di Hudson.

Fu probabilmente una sorpresa amara e Hudson reagì aspramente quando Juet criticò senza mezzi termini la sua linea di azione.

Il capitano decise di far giudicare pubblicamente Juet dal resto dell'equipaggio,
"colpevole di molti gravi abusi e di atteggiamento ribelle verso il suo comandante".
Juet, in disgrazia, fu sostituito, come secondo, da Robert Bylot.

Come un leone in gabbia, Hudson passò parecchie settimane navigando avanti e indietro, dirigendosi a nord e a sud, a est e a ovest "in un labirinto senza fine".
A questo punto l'equipaggio, stanco e impaurito, capì chiaramente che Hudson intendeva trascorrere l'inverno nella baia. "Ed era ora" commentò acidamente Prickett, "perché le notti erano lunghe e fredde e la terra era ricoperta di neve".

Il 1° novembre la nave fu rimorchiata nell'acqua poco profonda
all'estremità meridionale della Baia di James, dove dieci giorni dopo
rimase prigioniera dei ghiacci, fino alla primavera successiva.
Hudson bay
La prospettiva di passare l'inverno in quelle terre desolate,
era paurosa e tutti avevano i nervi a fior di pelle.

Quando il carpentiere di bordo si rifiutò di costruire una capanna sulla terraferma come riparo per l'equipaggio durante l'inverno, Hudson ebbe una terribile discussione con lui "chiamandolo con appellativi ingiuriosi e minacciando di impiccarlo";

venne quindi a diverbio con Henry Greene, uno dei suoi beniamini,
e lo assali "con tante parole orribili", dichiarando "che nessuno dei suoi amici si sarebbe fidato di lui neppure per una somma irrisoria". Poco dopo fece la pace con il carpentiere ma non con Greene.
"Greene cercò in ogni modo possibile di screditare Drake".
Victory
La tensione aumentò con il trascorrere del lungo e freddo inverno.

La scarsità di cibo, l'umidità e il freddo costanti provocarono continue malattie tra i membri dell'equipaggio. Nonostante fossero state uccise più di 1.000 pernici bianche, le provviste erano cosi scarse, che Hudson fu costretto a razionarle; a primavera, anche dopo il passaggio delle anatre e delle oche selvatiche, l'equipaggio era al limite dell'inedia.

"Allora ci avventurammo nei boschi, nelle vallate, tra le colline"
scrisse melanconicamente Prickett, alla ricerca di
"qualsiasi cosa avesse un minimo di sostanza, anche se ripugnante".

Presi dalla disperazione, gli uomini si nutrivano di rane - "orribili come rospi" secondo il giudizio di Prickett - e anche di muschio, che Prickett dichiarò appetitoso come la segatura.
All'inizio di giugno, il ghiaccio nella baia iniziò a sciogliersi e la Discovery si mise in viaggio; a questo punto Hudson cambiò per la terza volta il suo secondo, sostituendo Bylot con John King, un marinaio analfabeta. Il suo proposito, secondo alcuni membri dell'equipaggio, era di poter dirigere la nave dove meglio credeva, senza interferenze, e magari riprendere l'inutile ricerca di un passaggio a nord-ovest.

Poiché erano rimaste solo due settimane di razioni,
l'unico passaggio che interessava l'equipaggio era quello verso la patria.

Infine, la tensione sulla nave scoppiò:
    • alcuni marinai, che non erano mai stati solidali, si convinsero che Hudson distribuiva le magre razioni in parti ineguali, favorendo alcuni uomini;
    • Hudson, a sua volta, sospettava che alcuni marinai nascondessero il cibo e ordinò una perquisizione dei loro ripostigli.

Pernici bianche
Discovery tra i ghiacci
Hudson abbandonato alla deriva
Hudson abbandonato
Il 22 giugno 1611,
tutti i timori,
i sospetti
e gli odi della ciurma
sfociarono in ammutinamento aperto.

Guidato dagli infidi Juet e Henry Greene - il quale dichiarò "che preferiva morire impiccato a casa sua piuttosto che di fame in un paese straniero" - l'equipaggio afferrò Hudson mentre usciva dalla sua cabina.

A uno a uno,
Hudson,
suo figlio,
John King
e altri sei marinai
furono calati nella piccola scialuppa, poi la fune fu tagliata
e la barca andò alla deriva nelle gelide acque della baia.

Con questo atto terribile, ebbe fine la carriera di un grande esploratore.


La Discovery, con il suo equipaggio di traditori, fece ritorno in patria, dove i capi dell'ammutinamento furono puniti.
Rimangono, a testimonianza delle imprese di Hudson, il fiume, lo stretto e la grande baia che portano il suo nome.

ghiaccio
 
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