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L'esplorazione del Pacifico

I grandi navigatori
oceano pacifico visto da stazione spaziale
L'Oceano Pacifico, con una superficie di oltre 170 milioni di chilometri quadrati, è la più grande distesa d'acqua della Terra.

La sua sconfinata distesa rimase un mistero anche dopo la scoperta del Nuovo Mondo.
Per secoli si era creduto che dovesse esistere, nei mari dell'emisfero meridionale, un continente
- la Terra Australis Incognita -
che assicurasse il necessario equilibrio ai continenti  settentrionali
e impedisse alla Terra di capovolgersi nel vuoto,

e si riteneva che il Pacifico dovesse circondare quella mitica terra.
Alcuni brani de Il Milione di Marco Polo su una terra ricca di oro e di spezie alimentavano i sogni, e alcuni geografi del XVI secolo arrivarono persino a disegnare i contorni della Terra Australis sulle loro carte geografiche.

Mappa di Abraham Ortelius (1570), in cui compare anche la Terra Australis Incognita.
Ortelius world map
La ricerca del continente australe e delle ricchezze e delle grandi possibilità di scambi commerciali che poteva offrire fu ostacolata da enormi difficoltà. Le navi che entravano nel Pacifico da oriente incontravano i venti dominanti, gli alisei di sud-est, e venivano spinte con forza a nord verso l'Equatore.
Gli Spagnoli che, dalle loro basi nell' America Meridionale, furono i primi a ricercare sistematicamente il continente australe, venivano in un certo senso respinti dalla zona del Pacifico meridionale e quindi trovarono i loro approdi molto a nord dell' Australia.
Gli Olandesi, invece, che dal 1595 avevano impegnato tutte le loro forze per strappare ai Portoghesi il ricco commercio delle spezie delle Indie Orientali, doppiavano il Capo di Buona Speranza e sfruttavano i venti occidentali dell'Oceano Indiano; la loro rotta abituale li portava alla latitudine dell' Australia e furono quindi i primi a esplorare quelle acque e a scoprire, pur inconsapevolmente, l'unico vero continente australe.
I tre oceani
oceano indiano
A quell'epoca non esisteva ancora la possibilità di determinare con esattezza la longitudine:
un'isola del Pacifico, una volta scoperta,
poteva scomparire di nuovo per decenni,
poiché la sua posizione non poteva essere definita e inserita con precisione nelle mappe; infatti, l'arte della navigazione rimase a uno stadio relativamente primitivo fino al XVIII secolo.
Quando veniva effettuata una scoperta importante, le notizie relative a essa erano tenute spesso nascoste, specialmente da parte della Spagna e del Portogallo, che non volevano condividere con le altre nazioni europee la conoscenza di rotte più rapide o più sicure verso i loro possedimenti in Asia o nell'America Meridionale.

Polinesia: Bora Bora
polinesia bora bora
Bora Bora
Isole Salomone
Come una sirena, l'immagine del continente australe attirò, tuttavia, nel Pacifico schiere di avventurieri;
Come una sirena, l'immagine del continente australe attirò, tuttavia, nel Pacifico schiere di avventurieri; a ogni scoperta, che poteva apparire all'inizio come il vero continente australe e si rivelava poi semplicemente come un altro arcipelago, le coste del continente-fantasma si allontanavano sempre di più, ai limiti dell'infinito.
Verso il 1567 lo spagnolo Alvaro de Mendafia de Neyra salpò dal Peni alla ricerca del continente australe e percorse 1200 di longitudine - un terzo della circonferenza della Terra -  prima di avvistare un arcipelago di grandi isole;
presumendo che facessero parte della Terra Australis
dove si riteneva vi fossero le leggendarie miniere del re Salomone,
egli le chiamò Isole Salomone.
In un secondo viaggio, però, Mendaiia non riuscì più a trovare quelle isole; esse furono poi riscoperte e ribattezzate varie volte, ma per 200 anni non furono riconosciute come le Isole Salomone di Mendaiia.

New Hebrides
La ricerca del continente-fantasma continuò: uno dei luogotenenti di Mendaiia, Pedro de Quiros, persuase il re di Spagna Filippo III ad allestire una nuova spedizione per scoprire il continente,procurare nuove anime al cielo e nuove terre alla Corona di Spagna.

Nel 1605, Quiros arrivò alle
Nuove Ebridi,
un gruppo di isole che erroneamente ritenne fossero le propaggini del continente australe.

Il suo secondo, Luis Vaez de Torres, scopri l'omonimo canale tra la Nuova Guinea e l'Australia
Stabilì inoltre che la Nuova Guinea è un'isola.
Lo Stretto di Torres si rivelò subito una via più veloce e sicura per le navi che, da oriente, dovevano raggiungere le Filippine.

Quella sua scoperta fu però tenuta celata dalla Spagna e non fu registrata sulle carte nautiche per oltre 150 anni.
Nuova Olanda su un mappamondo Coronelli del 1681
Nuova Olanda

Nel 1605 Willem Janszoon entrò nel Golfo di Carpentaria
e fu il primo europeo ad avvistare l'Australia, che chiamò Nuova Olanda.

Nella sua scia segui un'intera generazione di navigatori olandesi, che tracciarono le mappe delle coste occidentali e di parte delle coste settentrionali e meridionali dell' Australia; quella terra arida e nuda, assolutamente priva delle ricchezze nominate da Marco Polo, fu ritenuta semplicemente un'altra isola.

La Terra Australis doveva trovarsi molto più lontano, verso sud.

Tasmania e Nuova Zelanda

Nel 1616, Willem Schouten e Jakob Le Maire, mentre cercavano una rotta meridionale che li portasse pio vicino al fantomatico continente, doppiarono per la prima volta il Capo Horn, l'estrema punta dell'America Meridionale.

Nel 1642 Abel Tasman si spinse molto più a sud dell' Australia
e scoprì la Tasmania e la Nuova Zelanda.

Cronometro di Harrison
cronometro di Harrison
La prima metà del XVIII secolo vide una serie di guerre tra Inghilterra, Francia e Spagna per i possedimenti coloniali, per il commercio e per il dominio dei mari.
Inoltre, verso la metà del secolo, la tecnologia aveva fatto grandi progressi e aveva fornito ai naviganti il cronometro inventato da Harrison:

a differenza degli orologi usati precedentemente sulle navi,
questo cronometro indicava con precisione l'ora anche in pieno oceano

e permetteva quindi di determinare la longitudine (veniva calcolata in base al numero di ore di differenza tra il mezzogiorno in cui si trovava la nave e quello corrispondente all'ora di Greenwich).
Per tracciare le rotte, i navigatori usufruivano anche di manuali, come il Nautical Almanac (pubblicato nel 1767), che dava la posizione del Sole, della Luna, e dei pianeti per tutte le latitudini e longitudini.

Nel 1764 il re d'Inghilterra Giorgio III, spinto anche dalla Royal Society, autorizzò la prima spedizione scientifica nel Pacifico meridionale; quando le navi tornarono senza aver fatto nessuna importante scoperta, fu allestita una seconda spedizione. I due comandanti,
Philip Carteret e Samuel Wallis scoprirono nel 1767 le Isole di Pitcairri
e di Tahiti e credettero che quest'ultima fosse la Terra Australis,

ma un anno dopo, con al seguitoun astronomo e da un botanico, il nobile francese
riscoprì e reclamò per la Francia Tahiti e,
costeggiando la Grande Barriera Corallina, riscoprì le Isole Samoa..
Malgrado quasi due secoli di esplorazioni, rimaneva però irrisolto l'enigma del continente australe. La sua esistenza non era in discussione, ma era cambiata la sua localizzazione: ora lo si pensava a sud dei 50° di latitudine S, cioè pericolosamente vicina al Circolo Polare Antartico.

Il sogno di tanti anni doveva essere risolto dal più grande esploratore del suo tempo e il primo di una nuova era di navigatori-scienziati, il capitano James Cook, conoscitore impareggiabile delle arti della navigazione, dell'esplorazione e del comando, le cui scoperte nel Pacifico lasciarono ben poco da trovare a quanti vennero dopo di lui.

cercò la Terra Australis
ma, pur avendo a lungo navigato nella sua costa orientale, non la riconobbe.



Nella seconda metà del XVIII secolo si realizzò la colonizzazione
dell' Australia, della Nuova Zelanda e delle maggiori isole del Pacifico.

Dopo il 1780 anche le navi degli Stati Uniti cominciarono a percorrere le 10.000 miglia di mare che dividevano le coste occidentali del continente nord-americano dalla Cina, tracciando le rotte lungo le quali sarebbero arrivate spezie, sete e ricchezza alla giovane repubblica.
Le baleniere statunitensi navigarono in lungo e in largo il Pacifico fino a quando verso il 1860, nessuna zona del vasto oceano, a eccezione dei mari polari, rimase inesplorata.

Rotta del primo viaggio di James Cook
Cook in Australia
Mappa Oceania
 
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