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Arabi

La loro cultura
Maometto
Maometto
Gli Arabi prima dell'Islam vivevano nell'ambito della penisola Arabica in due diversi tipi di struttura sociale: 
  • nomadi nell'Arabia Settentrionale e centrale,
  • sedentari dell'Arabia del sud, una progredita società agricola e commerciale. 
Penisola arabica
penisola arabica
Maometto fu orfano fin dalla nascita del padre ed in tenera età anche di sua madre. 
Portato dal suo primo tutore alla Mecca, Maometto aderì alla cultura dei Hanif monoteisti che non si riferivano ad alcuna religione rivelata.

immensa luce
La nascita di Maometto sarebbe stata segnata da eventi straordinari, come una immensa luce che avrebbe brillato da Oriente ad Occidente.

I numerosi viaggi intrapresi per via dell'attività mercantile familiare, dapprima con lo zio e poi come agente di una ricca e colta vedova Khadìja Bint Khuwàylid ampliarono le sue conoscenze in campo religioso e sociale.

Sposata nel 595 Khadìja Bint Khuwàylid (che restò finché visse la sua unica moglie e la sua più convinta sostenitrice), egli poté dedicarsi alle sue riflessioni spirituali in modo più assiduo e, anzi, pressoché esclusivo.

Maometto in viaggio
A quei tempi gli abitanti dell'Arabia, salvo pochi cristiani e zoroastriani e un assai più consistente numero di ebrei, erano per lo più dediti a culti politeistici.

Maometto, era solito ritirarsi a meditare in una grotta sul monte Hira vicino a Mecca.
Intorno all'anno 610, durante il mese di Raamadan, all'età di circa quarant'anni, gli apparve l’arcangelo Gabriele che lo esortò a diventare messaggero di Allah (in lingua araba significa semplicemente "iddio"). Preso dal panico fuggì a precipizio dalla caverna.
Dopo un lungo e angosciante periodo in cui le sue esperienze non ebbero seguito, Gabriele tornò di nuovo a parlargli e questo proseguì per 23 anni, fino alla morte di Maometto nel 632.
La rivelazione dell'arcangelo Gabriele
Maometto e Gabriele
Medina
Medina
Maometto cominciò dunque a predicare la rivelazione che gli trasmetteva Gabriele. 
Ripeté per ben due volte per intero il Corano nei suoi ultimi due anni di vita finchè il califfo Uthman B. Affan provvide a farlo mettere per iscritto. Il Corano si diffuse poi nel mondo a seguito delle prime conquiste che portarono gli eserciti di Medina in Africa, Asia ed Europa.

Maometto predicò a Medina per otto anni e qui vide la nascita della Umma, la prima comunità politica di credenti.Nel 632 Maometto morì a Medina, senza indicare esplicitamente chi dovesse succedergli alla guida politica della Umma.

 
La religione e la cultura islamica si svilupparono nei due filoni dottrinali principali sunnita e sciita.
Il nome Sunnita deriva dal concetto di Sunna, la raccolta di norme etiche e morali di Maometto, note con il termine di Hadith, e considerate, insieme con il Corano, le fonti principali del diritto islamico.
In particolare i Sunniti fanno riferimento alla Sunna di Abu Bakr, dei primi tre califfi e degli Ommayyadi loro successori.
Oggi i Sunniti sono i seguaci più numerosi dell'Islam (circa l'83%).
La Mecca
Mecca
L'altra corrente dell'Islam èquella degli Sciiti.
Originariamente il termine "sciiti" (da shiah = seguace) stava ad indicare i sostenitori del partito di Alى, genero di Maometto e quarto califfo dell'Islam, che essi consideravano unico successore legittimo.
Consideravano invece usurpatori i tre califfi precedenti.

Maometto nell'inferno dantesco
Maometto nell'inferno dantesco
Nell'Occidente Maometto fu considerato per cinque secoli un cristiano eretico.

Ciò è dimostrato tra gli altri da Dante Alighieri che in questa veste lo cita nella sua Divina Commedia, nel canto  XXVIII dell'Inferno, tra i "facitor di scisma", colpevoli per aver creato una grave frattura religiosa all'interno del cristianesimo.
Nella basilica di San Petronio a Bologna, in un celebre affresco, Maometto fu raffigurato all'Inferno, secondo descrizione di Dante, con il ventre squarciato, come spaccata era la comunità cristiana per i suoi vari scismi.
Affresco nella basilica di San Petronio
Affresco nella basilica di San Petronio
Dodici anni dopo la morte di Maometto, conclusa l'adesione all'Islam (Islam = "sottomissione incondizionata") in tutta la penisola arabica, incominciò l'espansione dell’Islam all'infuori di essa.

Nel 709 l'intero Nordafrica era conquistato. 

Dal 712 l'espansione si estese verso Occidente con la conquista della Spagna e si arrestò soltanto nel 732 con la sconfitta di Poitiers inflitta agli islamici dai franchi di Carlo Martello.

Impero arabo
Impero arabo
Espansione araba
espansione araba
Verso est l'espansione si produsse con la conquista della Persia e della Transoxiana (Uzbekistan, Tajikistan and Kazakhstan).
Il territorio islamizzato si estendeva dalla Spagna all’Indonesia. 

I Mussulmani chiamavano "dar al-islam" il loro territorio n contrapposizione con il termine "dar al-harb" usato per indicare le aree non controllate dall’Islam.
Battaglia di Poitiers
Battaglia di Poitiers
La leadership dell'Islam è strettamente associata all'affermazione di due dinastie, quella degli Omayyadi e quella degli Abbassidi.

Questa dinastia raggiunse l'apice della sua potenza con Al-Walid (705 - 717) che, pur non riuscendo a invadere l'impero bizantino, estese il dominio dell'Islam dai confini della Cina alla Spagna meridionale.
E’ interessante osservare che la religione islamica non venne imposta con la forza ai popoli conquistati.
Fu loro lasciata libertà di decisione, ma se non aderivano all’Islam dovevano pagare sostanziose tasse.
Le tasse infatti gravavano esclusivamente su sudditi non musulmani.

Cultura araba
Cultura araba
La cultura filosofica e scientifica della Grecia, Persia e l'India giunse così in Europa a volte arricchita da concetti originali dei filosofi arabi, mentre le università arabe erano frequentate anche da studenti europei, asiatici e africani. 
Gli arabi trasmisero la cultura greca all'Occidente, che aveva perduto ogni contatto con il passato a causa delle invasioni barbariche.
Tutto ciò lasciò un'influenza nella letteratura, musica e architettura europea, ed anche nelle primitive forme delle lingue nazionali.
Arabi: grandi astronomi e matematici
Gli osservatori arabi
fusione metalli
Promovendo l'industria gli Arabi svilupparono la fusione dei metalli.
Promuovendo l’agricoltura introdussero l'irrigazione dei campi e la coltivazione della canna da zucchero, degli agrumi, delle pesche, che importarono dall'india.
Il commercio prosperò; gli Arabi importavano ed esportavano merci in ogni angolo del mondo conosciuto.

irrigazione campi
La pietra nera custodita alla Mecca
pietra nera

Gli Arabi divennero dei grandi viaggiatori grazie
  • all'obbligo del pellegrinaggio alla Mecca,
  • l’interesse per la scienza,
  • l'ovvio potentissimo stimolo all'attività commerciale.
Nato nell'ambiente mercantile della Mecca, l'Islam non rinnegò, pur temperandoli e controllandoli, gli impulsi al traffico e al guadagno che costituivano il principale interesse di quella società pagana, e additò anzi nel commercio un esempio di benevolenza e provvidenza divina verso i bisogni umani.
L'impulso mercantilistico spinse arabi e musulmani in genere ad avventurarsi anche in quello che essi chiamavano dar Al-harb, il territorio dove l'Islam non regnava sovrano, ma era o appena penetrato e tollerato in nuclei avanzati, o ancora del tutto ignoto.

Cina
Lo spirito di intraprendenza e avventura portò mercanti e viaggiatori musulmani verso Oriente. Mercanti e avventurieri, si spinsero, soprattutto via mare, oltre l'India fino alla Cina. Un'attiva corrente di traffico marittimo partiva in quei secoli VIII-X dai porti del Golfo Persico (Bassora, Ubulla, Siraf), e attraverso una catena di scali sulle coste occidentali d'India (Daibul, Kambaya, Kalikut, Kamlan) giungeva alle isole della Sonda, a Sumatra e Giava, al Sanf (Champa) e a Canton (Kanfu, in persiano Sin Kalan), il grande porto ed emporio della Cina Meridionale. 
La più antica e importante relazione di viaggio  verso al Cina è quella del mercante Sulaiman.
Ma le medesime reali esperienze, frammiste a fantasticherie e favole di marinai, stanno alla base dei viaggi di Sindbad, autentico riflesso dell'attività navigatrice degli arabi e persiani per l'oceano indiano.
Nella Bibliothèque Nationale di Parigi è conservato un prezioso testo del 851 d.c., “notizie dalla Cina e dall'India” cita come suo principale informatore questo 'mercante Sulayman', che fu ritenuto il diretto autore di tutto lo scritto e che è in realtà un conglomerato di notizie attinte a molteplici fonti.
Scrivevano i cinesi :"il mercante Sulaiman con "Sallam l'interprete", è il più antico nome di viaggiatore arabo giunto fino a noi nella prima metà del secolo IX.”
degli Arabi puoi anche vedere
Notizie dalla Cina e dall'India
audio racconto
 
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