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L'impero coloniale spagnolo

I grandi navigatori
Colonizzazione spagnola
Con la riconquista della Spagna, conclusa con l’occupazione di Granada (1492), l'ultimo territorio iberico ancora in mano ai musulmani, la Castiglia aveva libero accesso alle coste atlantiche, ma si trovava la costa africana e le isole atlantiche sbarrate dai portoghesi.

Proprio per questo i sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia accettarono l'impresa proposta loro dal genovese Cristoforo Colombo che il 4 agosto 1492 salperà da Palos (Spagna) con l’obiettivo di raggiungere le Indie viaggiando verso Occidente.Colombo era convinto che la circonferenza terrestre fosse molto minore di quanto non sia effettivamente e credeva di riuscire a raggiungere in tempi relativamente brevi l'Oriente descritto da Marco Polo, ovvero intendeva "buscar el Levante por el Poniente".

Questo errore e l'aiuto dei venti alisei permisero a Cristoforo Colombo di scoprire l'America il 12 ottobre 1492.

Da quel momento, quella parte di mondo divenne terra spagnola, almeno secondo la volontà di Colombo stesso che ne prese possesso, senza nessuna consultazione con gli abitanti, a nome dei reali di Spagna. Seguirono a questo altri tre viaggi nel periodo tra il 1492 e il 1500, in cui Colombo continuò l'esplorazione dei Caraibi, raggiungendo a sud le foci dell'Orinoco e ad ovest Panamá.
Il primo ad intuire, però, che quelle terre non erano l'Oriente ma un nuovo continente fu nel 1507 il fiorentino Amerigo Vespucci con le sue esplorazioni lungo le coste del Brasile e dell'Argentina.

Amerigo Vespucci viaggiò inizialmente nel Nuovo Mondo nel 1497 e probabilmente toccò terra nell'attuale penisola della Guayira (Colombia). Ciò si deduce dalle sue lettere a Lorenzo il Popolano sulla cultura degli indigeni nativi.

Successivamente Vespucci viaggiò nel Nuovo Mondo nel 1499, insieme a Alonso de Ojeda e Juan de la Cosa, il famoso pilota di Cristoforo Colombo. In questo viaggio Vespucci esplorò le coste del Brasile e fu il primo europeo ad individuare l'estuario del Rio delle Amazzoni. Vespucci fece altri due viaggi nel Nuovo Mondo, nei quali esplorò le coste del Brasile e della Patagonia.
Nel 1493 il re Ferdinando II d'Aragona ottenne dal papa Alessandro VI (1491-1503) una bolla pontificia, la Inter Caetera, che sanciva il possesso della Castiglia di tutte le terre scoperte e cristianizzate al di là di una linea teorica che si trovava a circa cento miglia marine dalle isole Azzorre e Capo Verde.

Nel 1494 però, i sovrani di Spagna dovettero accordarsi con il re del Portogallo Giovanni II con il trattato di Tordesillas che spostava la linea di demarcazione fra le rispettive aree di influenza ancora più ad occidente per altre ottocento miglia marine.

Questa nuova linea dava al Portogallo le terre dell'attuale Brasile.
3 caravelle
Viaggi di Vespucci
Trattato de Tortesilhas
Dopo Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci altri esploratori inviati dalla corona spagnola e, successivamente, dagli altri monarchi europei ampliarono la conoscenza del Nuovo Mondo:
Giovanni Caboto, inviato dall'Inghilterra, scoprì le coste della Nuova Scozia;
Vicente Yáñez Pinzón esplorò l'estuario del Rio delle Amazzoni;
Pedro Álvares Cabral scoprì il Brasile (1500) prendendone possesso in nome della Corona portoghese;
Juan Díaz de Solís raggiunse nel 1506 la penisola dello Yucatán in Messico e nel 1516 l'estuario del Río de la Plata;
Vasco Núñez de Balboa attraversò l'istmo di Panamá e arrivò nell'oceano Pacifico;
Juan Ponce de León toccò nel 1515 le coste della Florida e cercò a lungo la fonte della giovinezza;
Hernán Cortés fu il conquistatore del Messico;
Sebastiano Caboto esplorò il Río de la Plata e i suoi ufficiali esplorarono via terra la zona settentrionale dell'attuale Argentina;
Diego de Ordaz fu luogotenente di Hernán Cortés nella conquista del Messico, successivamente esplorò il Rio Orinoco
Francisco Pizarro fu il conquistatore del Perù;
Gonzalo Jiménez de Quesada fu il conquistatore del dominio Muisca;
Jacques Cartier esplorò (1536-1543) e prese possesso del Canada in nome della corona francese;
Francisco de Orellana partì nel 1541 da Quito e arrivò sul Rio delle Amazzoni che discese fino alla fine cercando l'El Dorado.
Iniziò quindi una ricerca spasmodica di un passaggio che potesse comunicare l'oceano Atlantico con un altro mare da dove si potesse arrivare "facilmente" all'Asia.

Vasco Núñez de Balboa fu il primo europeo ad individuare questo mare.

Nel 1513 attraversò le montagne di Panamá ed individuò un nuovo mare che chiamò "Mare del Sud". Si pensava ad un passaggio marittimo che permettesse di raggiungere il Mare del Sud: lo cercò Juan Díaz de Solís nel 1515, ma morì nel Río de la Plata attaccato da indigeni.
Panama
La spedizione che ebbe fortuna nel trovare il passaggio marittimo fu quella di Ferdinando Magellano, che nel 1519 attraversò lo stretto a lui intitolato, navigò nell'oceano Pacifico e giunse, finalmente, alle isole delle Spezie (Molucche).
Viaggio di Magellano
A partire dal 1519, quando fu chiaro che l'America oltre a essere un nuovo continente era separata dall'Asia da un immenso oceano, gli esploratori del Nuovo Mondo, furono spinti da altri motivi. Siccome gli indigeni americani facevano largo uso di monili in oro, si diffuse la leggenda che all'interno del continente americano vi fossero immense quantità d'oro e città fantastiche dove si viveva nell'abbondanza.

Quando Hernán Cortés conquistò il Messico e Francisco Pizarro il Perù, entrambi si appropriarono di grandi quantità del prezioso metallo e la leggenda di una città nascosta all'interno del continente e pavimentata d'oro si ingrandì.
La leggenda dell'"Indio Dorado", poi abbreviata in El Dorado, originatasi nella laguna di Guatavita nell'attuale Colombia, non fece altro che spingere altri uomini a cercare il mitico regno perduto o la leggendaria città d'oro. E così altri esploratori occuparono gran parte della loro vita a cercare l'El Dorado.
    • Diego de Ordaz risalì l'Orinoco alla ricerca della mitica città.
    • Francisco de Orellana partecipò ad una spedizione capeggiata dal fratello di Francisco Pizarro, Gonzalo, alla ricerca del "Pais de la canela y de El Dorado".
    • Francisco Vázquez de Coronado cercò a lungo le sette città di Cibola nel continente nord americano.
    • Gonzalo Jimenéz de Quesada intraprese una lunga spedizione nel territorio del Meta (Colombia) alla ricerca sempre dell'El Dorado.
    • E Lope de Aguirre lo cercò a lungo unendosi ad una spedizione capeggiata da Pedro de Ursúa.

Senza il mito eterno dell'El Dorado la colonizzazione delle Americhe si sarebbe svolta in altre forme e soprattutto con altri tempi. In questi viaggi di scoperta i vari esploratori fornirono importanti informazioni per i futuri colonizzatori, mapparono un intero continente, senza mai trovare la mitica città o l’indio dorado delle leggende, la cui ricerca continua ancora oggi.
Pizarro
El dorado
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