J.Cook, 1768, 1° viaggio - grandinavigatori

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J.Cook, 1768, 1° viaggio

I grandi navigatori > James Cook
Primo viaggio
Il 3 giugno 1769, a Tahiti, faceva molto caldo.

Nella Baia Matavai, il mare si stendeva e rifletteva la sagoma tozza della
nave di Sua Maestà Britannica Endeavour.

Sulla spiaggia, alcuni scienziati e ufficiali di marina inglesi erano raggruppati intorno a due telescopi piantati nella sabbia. Furono distribuiti pezzi di vetro affumicato per osservare il Sole, quindi esattamente alle 9h 21 '50", secondo l'orologio astronomico, gli spettatori, eccitatissimi, lanciarono un grido:
    • sul bordo del Sole era apparsa una leggera macchia;
    • Venere stava iniziando uno dei suoi rari passaggi davanti al Sole.

Il capo della spedizione si accorse subito che vi era qualcosa che non andava.

"Vedemmo distintamente un'atmosfera, o un' ombra scura, intorno al pianeta ... " scrisse, "e nelle osservazioni dei tempi dei contatti effettuate da noi vi erano differenze molto superiori di quanto ci si potesse aspettare".

Alle 3 del pomeriggio, mentre Venere scompariva di nuovo nell'azzurro del cielo, gli osservatori erano perplessi e delusi.

Il lungo viaggio dall'Inghilterra, per contribuire in campo internazionale a calcolare la distanza della Terra dal Sole, sembrava avesse fallito lo scopo.
Endeavour
Endeavour
terra e sole
Il tenente di vascello James Cook, comandante della Endeavour, tuttavia non se ne preoccupava; gli ordini ufficiali ricevuti dall'ammiragliato dicevano chiaramente che le osservazioni astronomiche a Tahiti erano solo il preludio a un'impresa molto più importante.

"Portata a termine quella missione, dovete riprendere immediatamente il mare ed eseguire le istruzioni contenute nell'allegata busta sigillata".

Mentre l'equipaggio provvedeva a raschiare lo scafo del veliero e a preparare la nave per la partenza, il comandante studiava il documento segreto.

Gli ordini ricevuti da James Cook
ordini
James Cook
Cook
Abraham Ortelius (1527-1598)
Terra australis
Il continente australe!
Fin dai tempi degli antichi Greci, i cosmografi avevano discusso sull'esistenza della Terra Australis Incognita, un continente che essi pensavano dovesse esistere a sud del Tropico del Capricorno per
bilanciare le masse dei continenti dell'emisfero boreale;
senza di esso la Terra avrebbe già da lungo tempo oscillato fuori del proprio asse, come una trottola sbilanciata.

Alcuni esploratori olandesi e spagnoli avevano avvistato fugacemente
    • l'Australia,
    • la Tasmania e
    • la Nuova Zelanda,
dando credito a teorie che il continente australe potesse essere un insieme di quelle tre terre.


Oronce Fine ( Orontius Finaeus in latino), mappa del 1531
Terra australis
Un'altra teoria sosteneva che esistesse un continente assai più vasto ancora più a sud, localizzato probabilmente intorno al Polo.

Alcuni membri della spedizione di Samuel Wallis, che aveva scoperto Tahiti nel 1767, pensavano di aver avvistato, nella luce di un tramonto, delle montagne verso sud.

Alexander Dalrymple, eminente navigatore e cartografo inglese, era giunto persino a calcolare gli abitanti del continente: 50 milioni. "Non esiste attualmente un flusso commerciale dall'Europa a quella terra" scrisse Dalrymple, e tratteggiò il quadro allettante di un mercato "sufficiente a mantenere la potenza, il dominio e la sovranità della Gran Bretagna, impegnando tutte le sue industrie manifatturiere e le sue navi".

Era quindi molto importante scoprire il continente
prima di qualunque altra nazione europea.
Quello era il vero scopo del viaggio di Cook e non vi era da meravigliarsi, data la posta in gioco con tale eventuale scoperta, che gli ordini ricevuti fossero stati tenuti così segreti. Era un compito veramente eccezionale - cercare un continente sconosciuto in un mare sconosciuto e i Lord dell'Ammiragliato erano stati a lungo in forse ma di scegliere Cook.

Nella loro scelta, essi avevano non solo scavalcato Dalrymple (che aveva annunciato di essere pronto ad accettare il comando della spedizione), ma ufficiali di marina molto più esperti e di famiglie più prestigiose del quarantenne tenente di vascello.

panoramica
Evidentemente, Cook doveva essere un uomo eccezionale.
Alto, rosso, con mascelle sporgenti e una bocca dalla piega, aveva un aspetto che imponeva soggezione, ma anche umano, sensibile e leale.
Si diceva che il suo unico difetto come comandante, fosse di avere un carattere esplosivo però si scatenava assai di rado.
Endeavour
endeavour sail
La Endeavour era proprio il tipo di veliero sul Cook si trovava perfettamente a suo agio: una nave carboniera brutta, tozza e robusta di 368 tonnellate, stagionata da quattro anni di servizio sulla rotta del carbone nel del Nord.
Il comandante aveva sovrinteso personalmente ai principali lavori di trasformazione:
    • la posa in opera di uno strato di tavole di legno, piene di chiodi, aggiunto scafo per proteggerlo dalle brume;
    • la divisione delle cabine per accogliere il personale e l'equipaggiamento supplementari;
    • il carico delle provviste sufficienti per 12mesi e l'istallazione di 22 cannoni da usare in caso di ostilità durante il viaggio.

Verso la fine dell'estate, la nave era pronta a prendere il mare,
con l'equipaggio al completo
e con un gruppo di eminenti scienziati, naturalisti e pittori, saliti a bordo a Plymouth.

"Stavamo tutti benissimo ed eravamo di umore eccellente" scrisse joseph Banks, il giovane e ricco botanico della spedizione, "pronti (per lo meno in spirito) ad affrontare con serenità i pericoli e le fatiche del viaggio".
Nel pomeriggio del 25 agosto 1768, Cook diede l'ordine di alzare le vele.

La tozza prua della Endeavour fendette le acque della Baia di Plymouth,
puntando verso la Manica e l'Oceano Atlantico. Dopo una sosta all'Isola di Madera, la nave si diresse a sud, sulla rotta per l'America Meridionale, il Capo Horn, il Pacifico e Tahiti.
Endeavour riparte
Undici mesi dopo, terminata l'osservazione di Venere, le istruzioni segrete di Cook ordinavano di prendere di nuovo il mare "immediatamente".
Isole della società
Per circa un mese, la Endeavour navigò attraverso
quell'incantevole arcipelago che Cook chiamò Isole della Società,
perché "sono una vicino all' altra". Gli faceva da pilota Tupia, un sacerdote tahitiano che aveva chiesto di unirsi alla spedizione; quando gli era stato domandato di dare prova delle sue cognizioni geografiche, l'indigeno aveva recitato senza esitare una lista di 130 isole, 74 delle quali indicò anche su una carta che aveva disegnato per il comandante.

"Non riusciamo però a sapere se conosce o ha sentito parlare di un continente".

Nuova Zelanda
Ogni giorno le vedette scrutavano attentamente l'orizzonte, senza vedere altro che una serie di onde grigie.

All'inizio di settembre, la nave superò il 40° parallelo S
e Cook, ormai convinto "che non vi era possibilità di trovare un continente", fece arrestare la Endeavour nel bel mezzo di una furiosa burrasca di vento e,
secondo gli ordini dell' Ammiragliato, si diresse verso ovest.

La navigazione continuò per un altro mese in mare aperto, poi alghe, pezzi di legno galleggianti e uccelli marini indicarono che
il veliero stava avvicinandosi a una terra;

Cook capi che doveva trattarsi della Nuova Zelanda, scoperta un secolo prima dall'esploratore olandese Abel Tasman. Tutto quello che Tasman aveva visto, tuttavia, era solo una parte della costa occidentale; per quanto ne sapeva Cook,

la Nuova Zelanda poteva essere una propaggine della Terra Australis.

Incontro con i Maori
Il 7 ottobre, i marinai avvistarono colline coperte di foreste e due giorni dopo Cook gettò l'ancora in una baia circondata da alte falesie.

"Tutti sembrano concordare" scrisse joseph Banks, "che questo è senza dubbio il continente che siamo venuti a cercare".

Il fumo che si levava da vari punti della costa provava che la terra era abitata, e Cook scopri ben presto che gli "Indiani" della Nuova Zelanda comprendevano l'idioma di Tupia, ma notò che erano meno amichevoli dei Tahitiani.

Alcuni giovani indigeni terrorizzati, che si erano gettati in acqua,

furono tirati a bordo della scialuppa e portati sulla Endeavour,

dove Cook ordinò che fossero rivestiti e trattati con la massima gentilezza.

"Con grande sorpresa di tutti, divennero immediatamente allegri e contenti, come se si fossero trovati in mezzo ad amici".

L'uccisione dei Maori turbò profondamente gli Inglesi.
Cook scrisse nel proprio diario - e in seguito cancellò una frase di profondo rimprovero verso sé stesso e Joseph Banks, che aveva partecipato alla scaramuccia, descrivendo quel giorno come il peggiore della propria vita:
"È stato un giorno nero, e voglia il cielo che il suo ricordo non debba gettare ombre sul futuro".
All'alba dell' 11 ottobre, Cook accompagnò a terra i suoi giovani ospiti, ma non osò trattenersi per cercare frutta e verdure fresche; preoccupato che lo scorbuto potesse colpire i suoi uomini, riprese la navigazione e

diede al suo primo ancoraggio il nome di Baia della Povertà
"perché non ci aveva dato neppure una delle cose di cui avevamo bisogno" .

Si naviga verso Sud
Maori
Baia della povertà
baia della povertà
Cape Turnagain
Fortunatamente, i Maori in altre zone della costa si dimostrarono più ospitali e Cook poté effettuare esplorazioni fino a 40° di latitudine S, prima di invertire la rotta
a Capo Turnagain
e dirigersi a nord verso l'estremità della Nuova Zelanda.

L'equipaggio barattò con gli indigeni tessuti e chiodi contro forti quantitativi di acqua, di legna, di verdure e di selvaggina; gli Inglesi ebbero anche il permesso di visitare un pa (villaggio fortificato), che fece loro grande impressione.
Alla fine di dicembre, quando si trovò a doppiare il Capo North, la Endeavour dovette lottare contro venti fortissimi e tempeste, ma ciò non impedì all'equipaggio di celebrare il Natale secondo la tradizione inglese.
"Mangiammo pasticcio d'oca con somma soddisfazione" scrisse Banks, "e la sera tutti erano ubriachi come usavano esserlo i nostri progenitori per festeggiare questa ricorrenza".

Cook raggiunse la costa occidentale della Nuova Zelanda e si diresse verso sud per proseguire l'esplorazione; egli insisteva per fare ricognizioni e disegnare la carta geografica di ogni miglio della costa, a dispetto delle condizioni atmosferiche burrascose. A mano a mano che la rappresentazione si sviluppava sulla carta,

la Nuova Zelanda assumeva una configurazione sempre meno simile ad un continente e sempre più simile a quella di un'isola dalla forma di scimitarra,
che la Endeavour stava circumnavigando in senso antiorario.
Quando, il 14 gennaio 1770, Cook si diresse verso est, per completare il periplo dell'isola, si trovò in uno stretto "molto largo e profondo".
Un'altra terra montagnosa dai colori blu e verde, si stendeva verso sud;

evidentemente la Nuova Zelanda era qualcosa di più di una sola isola.

Prima di esplorare la terra verso sud, la Endeavour fece una sosta in una insenatura alla sua estremità settentrionale, che
Cook chiamò Baia Queen Charlotte.
Ricco di sedani selvatici e di "erba per lo scorbuto", allietato dal canto degli uccelli e dal mormorare di un ruscello, quel rifugio divenne la base favorita di Cook nell'emisfero meridionale; eppure in quel luogo, il 17 gennaio, egli si trovò a fronteggiare per la prima volta il cannibalismo dei Maori.

Si naviga verso Sud
Verso Sud
Baia Queen Charlotte
Charlotte bay
Maori cannibali
"Poco dopo il nostro sbarco, incontrammo due o tre indigeni, che dovevano aver appena terminato un pasto di carne umana, ... per mostrarci che avevano mangiato la carne, morsicarono e rosicchiarono un osso, e lo succhiarono in maniera tale, da dimostrare chiaramente che la carne umana era per loro un boccone prelibato".

Gli Inglesi considerarono quell'abitudine selvaggia da un punto di vista puramente scientifico e Banks arrivò ad acquistare la testa di una vittima
che era stata mantenuta in perfetto stato di conservazione e non ancora consumata.

Dopo aver preso formalmente possesso per conto dell’'Inghilterra della Baia Queen Charlotte, Cook riprese la navigazione verso est attraverso il grande stretto che oggi porta il suo nome.

Quindi prosegui verso sud e circumnavigò
in senso orario l'altra grande isola della Nuova Zelanda,
compiendo un gigantesco 8 e provando che "questo paese, che fino a ora credevamo facesse parte dell'immaginario continente australe, consiste di due grandi isole".

Rientrato nella Baia Queen Charlotte alla fine di marzo, Cook poté disegnare la prima carta geografica dell'arcipelago della Nuova Zelanda, una mappa cosi precisa che è ancora utilissima ai giorni nostri.


Cartina Nuova Zelanda
Le considerazioni di Cook sulla Nuova Zelanda
Cook si dirige verso Ovest
Tasmania capo Everard
A differenza del sognatore Colombo, che adattava le scoperte alla propria immaginazione, Cook non credeva a niente fino a che non l'aveva visto con i propri occhi e l'aveva disegnato sulla carta con i propri strumenti.

Il 31 marzo il comandante decise di far vela nella direzione opposta, cioè verso il Capo di Buona Speranza. Egli sapeva perfettamente che sulla sua rotta si trovava un ostacolo gigantesco, la massa inesplorata dell' Australia; quanto distante potesse essere quella terra era un mistero, perché nessun europeo aveva mai avvistato le sue coste orientali.

Cook decise tuttavia di dirigersi a ovest
fino a quando non avesse avvistato quella terra, quindi di costeggiarla in direzione nord.
Dopo 19 giorni di navigazione nel Mare di Tasman, fu avvistata un'ombra scura all'orizzonte offuscato dalla pioggia (Capo Everard, non lontano dalla estremità sudorientale dell' Australia).

Violenti scrosci di pioggia e vento impedirono a Cook di scoprire se la Tasmania fosse o meno attaccata al continente.

Egli si diresse verso nord e fu lieto di osservare che, oltre la costa, vi erano macchie di verzura: evidentemente quella terra non era l'aspro deserto descritto dagli Olandesi.
Il 28 aprile 1770, l'esploratore gettò l'ancora in una baia che chiamò Porto Sting Ray, per la moltitudine di pesci muniti di aculei dentellati dell'ordine dei Raiformi trovati nelle sue tiepide acque. In seguito egli cambiò il nome in
"Botany bay per le numerose piante che vi crescevano".

Egli fece alzare ogni giorno la bandiera inglese sulla spiaggia e fece incidere sulla corteccia di un albero della gomma il giorno dell'arrivo della Endeavour. Alcuni "Indiani" (aborigeni) completamente nudi scagliarono senza troppa convinzione qualche freccia contro i visitatori bianchi e non mostrarono interesse per i doni offerti loro. Cook scrisse:
"Tutto quello che apparentemente volevano era che ce ne andassimo". Dopo aver annotato sul diario che la baia dava tutta l'impressione di essere fertile e salubre, Cook il 6 maggio prosegui verso nord, disegnando la costa in ogni particolare; vide anche, ma stranamente non esplorò, uno stupendo "porto o baia", il futuro porto di Sydney.

Tasmania pioggia
Lo barco di Cook a Botany bay
Botany bay


Verso la fine di maggio, la navigazione della Endeavour cominciò a essere ostacolata da secche allargo della costa; senza saperlo,
Cook si stava inoltrando nella più temibile trappola del Pacifico: la Grande Barriera Corallina.

Essa si stende per oltre 1.000 miglia lungo la costa tropicale del Queensland nell' Australia nord-orientale, e consiste di una catena quasi ininterrotta di isole, bassifondi e scogli corallini taglientissimi. Poiché si trovava ormai stretto da ostacoli sui due lati, l'esploratore non ebbe altra scelta che proseguire lentissimamente verso nord, facendo scandagliare continuamente il fondo. Nella notte dell' 11 giugno, illuminata dalla luna, tutto sembrava procedere regolarmente: la visibilità era buona, il mare calmo e profondo.

Barriera corallina australiana
Barriera corallina
Poco prima delle 2 si verificò un urto violento e il corallo penetrò con uno scricchiolio sinistro nello scafo della Endeavour,
che era finita su uno scoglio invisibile.

La nave si era appena fermata che già Cook era salito sul ponte e impartiva ordini.

L'endeavour si incaglia nella barriera corallina
Nonostante fossero state velocemente eliminate più di 50 tonnellate, la Endeavour non si mosse e la marea, ritraendosi, la fece poggiare maggiormente sul pericoloso banco corallino.
Alle 9 di sera del 12 giugno, il mare che si ingrossava fece raddrizzare improvvisamente. Cook decise di rischiare il tutto per tutto e di farla sollevare, mettendo all'argano e ai verricelli tutti i marinai che potevano essere distolti dalle pompe ... alle 10 h 20' circa,
la nave si disincagliò e fu trascinata in acque profonde.

Veramente, come Cook ebbe a scoprire pili tardi l'equipaggio aveva tirato con tale disperata energia i cavi dell'ancora che un pezzo di corallo si era spezzato ed era rimasto incastrato nello scafo della Endeavour, fungendo in un certo senso da tappo e tamponando quasi completamente la falla che aveva provocato. Poi, mentre l'equipaggio rifletteva quanto poco era mancato che essi diventassero i primi colonizzatori permanenti di quella terra, la nave si diresse lentamente verso la riva per le riparazioni, mentre le pompe continuavano il loro lavoro.

Banco di corallo
Dopo aver fatto gettare le ancore alla foce di un fiume che chiamò immediatamente Endeavour, Cook mise al lavoro i carpentieri.
Il resto dell'equipaggio cercò di dimenticare la terribile avventura dedicandosi alla caccia, alla pesca e alla raccolta di esemplari di piante. Causò molti commenti
un gigantesco mollusco locale, uno dei quali era sufficiente a sfamare due persone.

Così pure un "animale" simile a un levriere, che gli uomini riuscirono a uccidere.
canguro
Tridacna
Tridacna
Completate in sette settimane le riparazioni, il 6 agosto la Endeavour fu in grado di riprendere la navigazione lungo la costa.

Il 21 agosto 1770 raggiunse Capo York, l'estrema punta settentrionale dell'Australia .

Prima di attraversare lo Stretto di Torres e continuare la navigazione nelle acque ben note delle Indie Orientali, Cook rivendicò trionfalmente il possesso del territorio che aveva scoperto, senza sapere che si trattava del continente australe.
"Alzai un'altra volta la bandiera inglese, e in nome di Sua Maestà re Giorgio III, presi possesso dell’'intera costa orientale ... dando alla regione il nome di Nuova Galles del Sud".
Capo York
Durante il viaggio di ritorno, la Endeavour fu obbligata a fare sosta per riparazioni nel Porto di Batavia (l'odierna Giakarta), un possedimento olandese in Indonesia. In quel luogo umidissimo e infestato dalle febbri, 73 uomini si ammalarono a causa delle zanzare e delle malsane condizioni di vita locali. Sette marinai morirono di malaria o di dissenteria prima che la nave potesse lasciare Batavia, e altri 22 decedettero durante l'ultimo tratto del viaggio,
che si concluse il 13 luglio 1771.

La morte dei suoi marinai fu dolorosissima per il comandante, che non aveva mai avuto un solo decesso per scorbuto durante l'intera spedizione durata quasi tre anni.

Egli poté però scrivere con giustificato orgoglio: "Ritengo che questo viaggio possa essere considerato soddisfacente quanto gli altri compiuti precedentemente nei Mari del Sud". Un'impresa così grande non fu mai riassunta con altrettanta modestia:

Australia ed Indonesia
James Cook aveva aggiunto alle carte geografiche mondiali più di 8.000 chilometri di coste.

 
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