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Vasco de Gama, 1497

I grandi navigatori
Le scoperte di Colombo esasperarono ancor di più la competizione tra Spagna e Portogallo.
A quei tempi le mappe geografiche tracciate dai navigatori erano inviolabili segreti di stato tutelati con il più assoluto riserbo.
Competizione tra Stati
Giovanni II, re del Portogallo, era tormentato dall'idea di individuare il percorso via mare attraverso il quale arrivavano in Europa le spezie dal lontano Oriente. Nel 1487 affidò ad uno dei suoi uomini più fidati il compito di scoprire questo oscuro percorso controllato dagli Arabi .
Vediamo come si sviluppò l'impresa di questo storicamente oscuro servitore di Re Giovanni.
De Couville
A giudicare dal seguito delle iniziative portoghesi si direbbe che le notizie raccolte da De Couville siano certamente arrivate ai portoghesi.
Per parlare della scoperta delle Indie, dobbiamo parlare di Vasco de Gama.

Poco  si sa della sua giovinezza, dopo la nascita a Sines nel Portogallo meridionale, nel 1460.

Il re Giovanni II del Portogallo aveva designato il padre di Vasco per comandare una spedizione che avrebbe dovuto doppiare il Capo di Buona Speranza e raggiungere l'India, ma sia il Re sia il padre di Vasco morirono prima di poter realizzare il progetto.

Il nuovo Re , Manuel I diede quindi l'incarico a Vasco, che lasciò il Portogallo con quattro velieri 1'8 luglio 1497, e giunse il 20 maggio 1498 a Calicut (l'odierna Kozhikode, sulla costa del Malabar, nell'India Occidentale).

Qui Vasco da Gama prese contatti con il sovrano locale, acquistò un carico di spezie e ritornò a Lisbona, accolto come un eroe.

De Gama ritornò poi in India due volte, la seconda delle quali, nel 1524, come Viceré, e nello stesso anno morì, a Cochin. Ancor oggi, in Portogallo, è considerato un eroe nazionale.

L'infanzia di Vasco de Gama
Sines
Vasco de Gama
lettera al re Manuel I

Il successo di Vasco de Gama fu annunciato a re Manuel I da una lettera.

Il breve messaggio, scritto su una foglia di palma, era stato dettato personalmente dal sovrano di Calicut.

L'annuncio di re Manuel I
Con grande boria re Manuel I annunciò agli odiati re di Spagna Ferdinando ed Isabella il suo grande successo.
Per i 150 anni precedenti, tutte le preziose merci orientali destinate ai mercati europei erano state trasportate da mercanti indiani, arabi e persiani, per nave, attraverso il Mare Arabico e il Golfo Persico o il Mar Rosso e poi per carovana ad Alessandria e agli altri porti del Mediterraneo orientale; qui le merci erano acquistate da mercanti veneziani e genovesi, che le rivendevano poi in tutta Europa.
Ora il Portogallo aveva trovato una rotta che permetteva di eliminare tutti gli intermediari e di acquistare direttamente alla fonte le pietre preziose e le spezie.

Lisbona,  città portuale già molto attiva, fu letteralmente galvanizzata dai risultati del viaggio di Vasco da Gama in India. I magazzini della città si riempirono ben presto di merci esotiche e il Portogallo dominò la via marittima per l'Oriente per i 100 anni successivi.
La notizia, come Manuel immaginava, si sparse in un lampo attraverso tutta l'Europa.
Un mercante fiorentino che viveva a Lisbona scrisse a un amico in Italia: " ... sembra che tutte le ricchezze del mondo siano state ora scoperte".

azuleyas
Il Portogallo  non aveva portato a termine quest'impresa grandiosa con un solo viaggio; per oltre un secolo le navi portoghesi avevano compiuto pazienti e minuziose ricognizioni lungo la costa occidentale dell' Africa, ancora sconosciuta, spingendosi sempre più lontano verso sud, alla ricerca dell'estremità meridionale del continente.

Il navigatore portoghese, Bartolomeo Diaz, aveva finalmente raggiunto l'estrema punta dell'Africa nel 1488, ma dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, era stato costretto a tornare indietro dall'equipaggio impaurito.

Questo segno  di debolezza può essere stata la ragione per la quale il Re, mettendo da parte l'espertissimo Diaz, aveva scelto Vasco de Gama per guidare la nuova spedizione che doveva doppiare l'Africa, risalire lungo la costa orientale e quindi affrontare l'Oceano Indiano, ancora sconosciuto ai Portoghesi, per raggiungere gli attivissimi porti dell'Oriente.

Dal 1493 la Spagna esaltava le imprese di Colombo; ma Colombo, dopo 3 viaggi nelle cosiddette Indie, non aveva trovato spezie e solo piccolissime quantità d'oro.

Il Portogallo ciò nonostante rimpiangeva di non aver dato credito alle proposte di Colombo. Vasco de Gama pose fine a queste frustrazioni.

Le notizie sul viaggio di Vasco de Gama ci sono pervenute attraverso un diario per molti anni ignorato.

Il diario di Vasco de Gama
Diario di Vasco de Gama
I viaggi dei Portoghesi
Re Manuel incarica Vasco de Gama
Il re incarica Vasco de Gama
Errata coorige a cura dell'autore:
  1. Colombo si imbarcò sulla Santa Maria un nao, ovvero una imbarcazione come quella di Vasco de Gama (La Pinta e la Nina erano invece caravelle)
  2. Colombo non impiegò 36 giorni bensì 33 per attraversare l'Atlantico
Preparativi per la partenza
Preparazione
Luisiadi
Luis de Camoes scrisse in onere di Vasco de Gama le Luisiadi.

Nel suo libro espresse l'orgoglio della folla che si era radunata quella mattina sulla bianca spiaggia di Restelo a 4 miglia da Lisbona per la partenza.

La partenza  della flotta di Vasco da Gama sabato 8 luglio 1497 fu veramente imponente.

Ascensione
L'isola di Ascensione
Ascensione video
La prima  parte del viaggio si svolse secondo la solita rotta seguita dalle navi mercantili portoghesi che si recavano in Africa: a sud lungo le coste marocchine, oltre le Canarie fino all' Arcipelago del Capo Verde - dove le navi si fermarono per eseguire riparazioni, fare provviste e caricare acqua dolce - e poi per sud-est intorno alla grande "gobba" dell' Africa.

Ma a un certo punto, nelle vicinanze della Sierra Leone, poco a nord dell'Equatore, Vasco da Gama abbandonò il profilo familiare della costa: conoscendo a fondo i venti e le correnti contrarie che rallentano l'andatura delle imbarcazioni che navigano troppo vicine alla costa dalla Sierra Leone al Capo di Buona Speranza, decise coraggiosamente di prendere una rotta per sud ovest e si diresse nell'azzurra immensità dell' Atlantico.
Le difficoltà incontrate
Difficoltà
Lungo questa nuova rotta scoprì l'isola di Ascensione, ma, ritendola disabitata,non prese terra.
L'isola di Sant' Elena
Sant'Elena


L'incredibile  manovra di Vasco da Gama dovette preoccupare non poco i suoi equipaggi: dal momento in cui lasciarono l'Arcipelago del Capo Verde il 3 agosto, pasaarono tre mesi prima che fosse avvistata una terra, un vero record per quei tempi!

Il 22 ottobre però, i marinai furono rincuorati dalla vista di uccelli che volavano velocemente verso sud-est "come se si dirigessero verso terra"; il 27 ottobre furono avvistate foche e balene e il 10 novembre furono notate alcune alghe "che crescono lungo le coste". Tutti erano così felici che i marinai indossarono gli abiti migliori e spararono colpi di cannone per celebrare l'avvistamento di una terra e per rendere omaggio all'audacia e all'abilità del loro comandante.

Ma la terra avvistata non era ancora l'Africa, bensì un'isola !
Indigeni
Quattro giorni  dopo, la flotta gettò l'àncora nelle acque tranquille della Baia di Saint Helena, circa 125 miglia a nord del Capo di Buona Speranza, e qui gli uomini dell'equipaggio ebbero il loro primo contatto con gli indigeni. Un gruppo di marinai scese a terra, catturò un indigeno e lo portò a bordo della nave ammiraglia, dove "messo a tavola, mangiò tutto quello che mangiammo noi".

"Il giorno seguente il comandante in capo lo fece vestire di tutto punto e lo rimandò a terra". Il dono degli abiti dovette far superare ogni residua timidezza, perché ben presto gruppi di Ottentotti raggiunsero la spiaggia e per tre giorni effettuarono baratti con i marinai.

A un certo punto però un marinaio offese un indigeno che l'aveva invitato a cena e ne seguì uno scontro, nel corso del quale Vasco da Gama e molti altri Portoghesi furono feriti. Fu un incidente premonitore: infatti questa prassi di iniziale benvenuto seguito da risentimento doveva ripetersi in quasi tutte le tappe del viaggio di Vasco da Gama verso l'India.

Capo delle tempeste, ribattezzato, Capo di Buona Speranza
Capo delle tempeste
Dopo otto  giorni impiegati a "ripulire le navi, riparare le vele e raccogliere legna", la flotta lasciò la Baia di Saint Helena diretta al Capo di Buona Speranza, avvistando il Monte Table e la penisola del Capo il 18 novembre.

L'enorme promontorio era al centro di una tempesta e per doppiarlo furono necessari quattro giorni di lotta contro burrasche e mare agitatissimo.
Mossel Bay, la storia
Mossel Bay
Il 25 novembre  Vasco da Gama gettò l'àncora nella Baia di Mosse! circa 300 miglia a est del Capo, per fare rifornimento d'acqua dolce e per erigere il primo padrao (una colonna di pietra sormontata da una croce).

Nella stassa baia aveva dato fondo anni prima il suo precursore Bartolomeo Diaz.

Il comandante  diede anche ordine di trasbordare le ultime provviste rimaste sulla nave Qneraria e di distruggere il vecchio scafo.

I Portoghesi si fermarono nella baia fino all'8 dicembre, facendo rifornimento d'acqua con tutta calma, ma prima di salpare fecero in tempo a vedere un gruppo di indigeni demolire rabbiosamente il padrao che il comandante aveva fatto drizzare sulla spiaggia.

Great fish river
Problemi con l'equipaggio
Passagio dell'equatore
Incontro con gli Arabi
Il viaggio  proseguì verso est lungo la tozza estremità meridionale dell' Africa e il 16 dicembre le navi passarono davanti all'ultimo padrao innalzato da Bartolomeu Diaz nel 1488, che apparve alto e dorato sulla falesia sabbiosa di Capo Padrone.

Più tardi, nella stessa giornata, le navi raggiunsero il Great Fish River, l'ultima località raggiunta da Diaz prima di iniziare il viaggio di ritorno verso il Portogallo.

Da quel momento in poi, la "bella e boscosa" costa descriveva un'ampia curva verso nord-est e la piccola flotta proseguì la navigazione in acque in cui le navi europee non si erano ancora mai avventurate.
Anche Vasco de Gama incontra qualche problema a governare i malumori dell'equipaggio.

Gli stessi malumori che avevano costretto Bartolomeo Diaz a ritornare in Portogallo.

Il giorno di Natale , il cronista di Vasco da Gama annotò con soddisfazione che "avevamo già scoperto 70 leghe [circa 250 miglia] di costa", che il comandante in capo chiamò Natal in onore della nascita di Cristo.

Nel frattempo le provviste d'acqua dolce si erano ridotte a tal punto che i cambusieri erano costretti a cucinare con l'acqua di mare e la razione giornaliera d'acqua era ridotta a meno di mezzo litro.

Vasco de Gama continuando la navigazione verso Nord supera l'equatore ed incrocia la prima barca araba.

Inhambane
Per poter  fare rifornimento d'acqua ed effettuare le riparazioni agli scafi, all'inizio di gennaio le navi gettarono l'àncora nella
Baia di Inhambane
all'estremità meridionale del Mozambico, dove rimasero cinque giorni.

Una volta tanto, le relazioni tra Portoghesi e indigeni rimasero cordiali per tutto il periodo della sosta. Da Gama rimase cos1 colpito dalla cortesia dei suoi ospiti negri, che chiamò la regione

Terra della Brava Gente.
Il fiume dei buoni segnali
Al largo del Mozambico
Al largo del Mozambico
La sosta successiva , alla foce del fiume Zavora, iniziò il 25 gennaio e durò un mese intero, durante il quale l'equipaggio effettuò il carenamento degli scafi e fece rifornimento d'acqua.

Le rive del fiume che sfociava nella baia erano coperte "d'alberi carichi di frutti di varie specie", ma i Portoghesi non sembra abbiano approfittato di questo rifornimento naturale di vitamina C, perché poco dopo molti marinai si ammalarono di scorbuto. Nei due secoli successivi lo scorbuto sarebbe stato il flagello dei marinai impegnati in lunghi viaggi.

Durante la sosta a Quelimane, Vasco da Gama, da certi particolari, ebbe l'impressione di aver raggiunto i margini del dominio commerciale degli Arabi. La cosa più interessante di tutte fu la vanteria di un ragazzo che era con loro, che "affermava di provenire da un paese molto distante e di aver già visto navi grandi come le nostre". Da Gama si rese subito conto che il ragazzo poteva far riferimento solo a navi mercantili arabe.

Rassicurato da questi indizi che la sua meta non doveva essere più tanto lontana, il comandante in capo, chiamò
il Fiume dei Buoni Segnali.

Quando  si trovavano circa a metà della costa orientale dell' Africa, i Portoghesi avvistarono una baia dominata dall'Isola di Mozambico e si resero conto di essere arrivati nelle acque di "dominio" dei mercanti arabi.
Infatti, sull'isola, invece di un villaggio di contadini e di pastori, trovarono una fiorente città con ricchi mercanti negri, che parlavano arabo e indossavano vesti di leggero cotone o lino a righe di vivaci colori e berretti di seta ricamati in oro.

Nel porto erano all'ancora parecchi grossi dhow arabi, con la prua slanciata, le vele latine e i tavolati tenuti insieme da funi. Il cronista di Vasco da Gama rimase colpito dall'abilità dei marinai arabi nell'uso della bussola, del quadrante e delle carte nautiche.

Il primo incontro con un Sultano arabo
Sultano del Mozambico
La flotta bombarda
I Portoghesi  scoprirono ben presto che le navi alla fonda erano cariche di "oro, argento, chiodi di garofano, pepe, zenzero, anelli d'argento e anche di perle, rubini, e pietre preziose". I negri fornirono loro l'informazione che tutte quelle merci "erano così abbondanti, che non vi era alcun bisogno di acquistarle perché potevano essere semplicemente raccolte".

Il Sultano dell'Isola di Mozambico salì a bordo della Sao Gabriel, dove Vasco da Gama lo accolse con un sontuoso pranzo e gli donò copricapi, vesti ed altri oggetti; ma
il ricco Sultano era "così orgoglioso che accolse con disprezzo tutti i nostri doni".

Quando poi il Sultano scoprì che i suoi visitatori non appartenevano a una esotica setta islamica, ma erano Cristiani, la sua accoglienza inizialmente fredda divenne addirittura gelida.

Tuttavia, l'incontro non fu un completo insuccesso; prima di lasciare Mozambico, il comandante in capo riuscì a convincere il Sultano a fornirgli due piloti arabi per il resto del viaggio.

L'11 marzo  Vasco da Gama riprese, quindi, il mare diretto a nord, ma forti correnti respinsero le navi, per cui la flotta fu costretta a rimanere all'ancora al largo di Mozammbico per altre due settimane in attesa di venti favorevoli.

Durante questa sosta scoppiarono incidenti, per una questione legata ai rifornimenti d'acqua,
e i Portoghesi bombardarono la città prima di partire definitivamente il 29 marzo.
Mombasa
Mombasa
Il 7 aprile la flotta  giunse a Mombasa, sulla costa del Kenya e gettò l'ancora appena fuori dal porto, perché il comandante, temendo un tradimento, era restio ad avvicinarsi ulteriormente.

I suoi timori erano fondati; infatti, nella notte, un gruppo di circa 100 uomini armati cercò di salire a bordo delle navi nel tentativo di catturarle.
Alcuni assalitori, presi prigionieri e torturati "con olio bollente gettato sulla pelle" confessarono che il sovrano locale, avuta notizia del bombardamento di Mozambico, era desideroso di
far entrare le navi portoghesi in porto per vendicare l'attacco subito dal suo alleato.

Il giorno seguente, il  Re inviò vari doni (fra cui grandi quantità di arance, che fecero guarire i marinai colpiti da scorbuto) che Vasco da Gama contraccambiò con una collana di corallo, rifiutando però di entrare nel porto.

Nonostante un secondo tentativo dei Musulmani di danneggiare le navi, il comandante, rimase alla fonda fuori del porto per altri due giorni prima di riprendere il mare il 13 aprile.

La flotta raggiunse Malindi , per l'ultima sosta lungo la costa dell'Africa. La spedizione aveva raggiunto una latitudine di circa 3° S. La sosta di nove giorni fu un intermezzo piacevole.

Il Sultano locale era un acerrimo nemico del Sultano di Mombasa e, dopo uno scambio di doni, propose a Vasco da Gama di fornirgli un altro pilota e tutto quello di cui aveva bisogno.
Ebbe luogo  poi un incontro sulle acque aperte del porto, con il Sultano in un dhow e il comandante in capo in una scialuppa convenientemente addobbata per l'occasione.
Il Sultano era una figura veramente imponente: adagiato su un sedile di bronzo coperto di cuscini, indossava "una veste di damasco con guarnizioni di raso verde" e un copri capo sontuosamente ricamato. L'incontro durò tre ore, ma nonostante l'evidente benevolenza del Sultano, il sospettoso comandante si rifiutò di scendere a terra.

I Portoghesi furono molto interessati dalla presenza di altri visitatori stranieri incontrati nel porto: quattro velieri di mercanti indù provenienti dall'India.


Malindi
Krisnha
Lungo tutta la costa avevano udito racconti di insediamenti cristiani all'interno dell' Africa e, a un certo momento, avevano anche sperato di trovare il regno di Prete Gianni, un leggendario sovrano cristiano che si diceva vivesse in una regione dell'Africa Orientale.

Così, quando  gli Indiani, per errore, si inchinarono e pregarono davanti a un altarino su una delle navi portoghesi e salutarono il comandante in capo con grida di

"Krishna"
- che ha circa lo stesso suono della pronuncia portoghese della parola Cristo -
i Portoghesi ritennero con bell' ottimismo che i loro visitatori fossero Cristiani.

Gli indiani, a loro volta, presero i Portoghesi per Indù, e con il permesso del Sultano, festeggiarono una sera la flotta di Vasco da Gama con salve di cannoni e fuochi d'artificio.

Feste
Il continuo  susseguirsi sulla spiaggia di "feste, di combattimenti simulati e trattenimenti musicali" divertiva i marinai, ma il comandante in capo cominciava a diventare impaziente: il Sultano sembrava indugiare eccessivamente nel fornire il nocchiero che aveva promesso.

Vasco da Gama decise improvvisamente di passare alle maniere brusche: il 22 aprile si impadronì di un servo di corte e lo tenne in ostaggio; il Sultano inviò immediatamente un esperto pilota, la cui presenza a bordo della Sao Gabriel praticamente assicurò la felice conclusione della spedizione.

Dopo 10 mesi di viaggio i Portoghesi potevano affidarsi a questo abile nocchiero

I monsoni
Monsone
Lasciata Malindi  il 24 aprile, la flotta entrò nella zona dei monsoni di sud-ovest che soffiano regolarmente sull'Oceano Indiano dall' Africa all'India durante la primavera e l'estate. (Questi venti, invertono la direzione in inverno ed erano quindi utilissimi per sospingere le navi mercantili arabe avanti e indietro attraverso l'Oceano Indiano).

Sfruttando  i monsoni, le navi completarono l'ultimo tratto del viaggio - una distanza di quasi 2.500 miglia - in meno di un mese. Finalmente, il 18 maggio 1498 i marinai appollaiati in cima ai pennoni avvistarono la terra.

Arrivo a Capua a Nord di Calicut
Capua
l 18 magio  dopo 24 giorni di navigazione la flotta di Vasco de Gama si ancorò in località
a Nord di Calicut in una località denominata Capua.

Calicut,  l'odierna Kozhikode, a quei tempi era la più ricca e la più potente delle città portuali che si sgranavano nel Sud dell’India. Posizionata lungo la costa lussureggiante del Malabar, vicino all'estremità meridionale dell'India, era uno dei centri commerciali, dove i mercanti musulmani acquistavano le merci provenienti dalle regioni più a oriente per rivenderle poi sui mercati africani ed europei.

I grandi depositi e i numerosissimi negozi rigurgitavano di tutte quelle merci esotiche che i Portoghesi agognavano: sete e porcellane finissime; perle, zaffiri e rubini; oro e argento; e grossi sacchi colmi di chiodi di garofano, noci moscate, cannella, pepe, zenzero, e altre spezie profumate.

In quel mercato  asiatico vecchio di secoli si avventurò il primo inviato di Vasco da Gama, uno dei detenuti imbarcati per le missioni pericolose. Incontrando due mercanti musulmani di Tunisi che parlavano spagnolo, egli rimase stupitissimo di venir apostrofato con le parole:

"Che il diavolo vi porti! Che cosa siete venuti a fare qui?"
"Siamo venuti" spiegò il detenuto "alla ricerca di Cristiani e di spezie".

Dopo un breve giro, i mercanti musulmani condussero il portoghese a casa loro e con grandi dimostrazioni di ospitalità, lo rifocillarono prima di riaccompagnarlo alla nave.


Calicut-beach
De Gama incontra lo Zamorino
De Gama incontra lo Zamorino
Vasco da Gama inviò un messaggio al sovrano di Calicut, annunciando che era l'ambasciatore del Re del Portogallo e doveva consegnare delle lettere. Dopo pochi giorni il Sovrano era pronto a riceverlo.

Scortato da 13 guardie del corpo vestite di tutto punto e munite di trombe e di bandiere, il comandante si adagiò nel palanchino inviato a prelevarlo.

Vasco da Gama , procedendo nelle vie di Calicut, causò grande sensazione. Procedette tra il rullio di tamburi, il suono di strumenti a fiato indù e le salve sparate da 2.000 uomini armati allineati lungo il percorso. La folla era così strabocchevole che gli spettatori si arrampicarono sui tetti delle case per dare almeno un'occhiata ai visitatori.

Il Sovrano li accolse adagiato, tra grandi cuscini, su un divano di velluto verde, sotto un baldacchino dorato, con una grande tazza d'oro in mano.

Vasco da Gama dichiarò che egli rappresentava un Sovrano la cui ricchezza era superiore a ogni altra in quella parte del mondo; che per 60 anni il Portogallo aveva cercato una via marittima per raggiungere !'India; che aveva avuto ordine di trovare Calicut, pena la decapitazione; e che il re Manuel desiderava essere amico e fratello del Sovrano locale.
Il Sovrano assicurò che avrebbe mandato ambasciatori in Portogallo.

I regali di Vasco de Gama per lo Zamorino:
12 pezzi di tessuto di cotone rigato,
4 cappucci scarlatti,
6 cappelli,
4 collane di corallo,
6 catinelle,
1 cassa di zucchero,
2 barili d'olio,
2 barilotti di miele

Questi regali furono ricevuti dagli emissari del Re con scoppi di risa incredule.

All'udienza successiva , Vasco da Gama dovette aspettare per ore fuori del cancello del palazzo; quando egli venne finalmente ammesso, il sovrano osservò sarcasticamente

"che egli aveva dichiarato di venire da un reame ricchissimo, ma non aveva portato niente con sé".
Il comandante in capo protestò che egli era un ambasciatore, non un mercante.
regali
Risate
Zamorino-of-Calicut
Il Re dovette  però capire di avere il coltello per il manico: se i Portoghesi si mettevano in concorrenza con i Mussulmani per ottenere le merci del suo regno, le sue rendite sul commercio sarebbero aumentate notevolmente. Assunse quindi un atteggiamento più conciliante: promise di far erigere una colonna portoghese a Calicut in memoria della storica visita, e dettò una lettera per il re Manuel, con l'offerta di iniziare relazioni commerciali direttamente con il Portogallo.

Il Sovrano permise a Vasco da Gama di acquistare una piccola quantità di cannella e di pepe. Anche se la quantità non era rilevante, il prezzo del pepe in Europa era aumentato in maniera tale che la merce poté essere venduta a un prezzo pari a ventisette volte quello che era stato pagato in India.

Il 29 agosto, secondo il cronista del viaggio, i capitani conclusero che

"visto che abbiamo scoperto il paese in cerca del quale siamo venuti ... sarebbe bene partire ... salpammo quindi per il Portogallo, felici della nostra buona sorte che ci ha permesso di fare una scoperta cos1 importante".
Tempesta
Il viaggio di ritorno  attraverso l'Oceano Indiano si concluse quasi con un disastro.
Iniziarono il viaggio nella stagione sbagliata: invece di incontrare venti costanti incapparono in tempeste terribili alternate a periodi di bonaccia snervante.

L'equipaggio avvistò la costa dell' Africa solo il 12 gennaio 1499, e nel frattempo lo scorbuto aveva falciato numerose vittime: 30 marinai erano morti durante la lunga traversata e gli altri erano così deboli che potevano appena effettuare le manovre. Dichiarò il cronista:
"Vi assicuro che se questo stato di cose si fosse protratto per altre due settimane, non vi sarebbero stati abili marinai per far navigare le navi".

Cinque giorni più tardi, la piccola flotta fu accolta con manifestazioni di amicizia a Malindi, dove il Sovrano locale offrì generosamente doni di arance e carne fresca per i malati di scorbuto. La metà degli equipaggi  che avevano lasciato il Portogallo mori prima di fare ritorno in patria.

Alcuni giorni dopo, Vasco da Gama malinconicamente appiccò il fuoco alla nave del fratello Paulo, la Sao Raphael

"poiché era impossibile assicurare il governo di tre navi con i pochi uomini rimasti".


Azzorre
I due velieri  superstiti proseguirono il viaggio lungo la costa dell' Africa fermandosi ogni tanto per caricare provviste fresche, e a poco a poco gli equipaggi si rimisero completamente;
Quando giunsero al Capo di Buona Speranza il 20 marzo

"quelli che erano arrivati fin qui, erano in buona salute e robusti, anche se talvolta mezzo morti per i venti gelidi ".

Paulo da Gama  non fu altrettanto fortunato; quando le navi raggiunsero l'Arcipelago del Capo Verde, era gravemente ammalato. Vasco, che era affezionato al fratello, noleggiò una caravella - nave più veloce della Sao Cabriel per raggiungere Lisbona insieme a Paulo. Durante la traversata divenne evidente che Paulo era troppo grave per proseguire il viaggio.

Vasco ordinò di fare sosta alle Azzorre, dove Paulo de Gama mori il giorno seguente.

Balene e delfini alle Azzorre
balene
Rotta di Vasco de Gama
Il 10 luglio 1499 , due anni e due giorni dall'inizio della spedizione,
la Berria, al comando del capitano Coelho, gettò l'ancora nel porto di Lisbona .

La Sao Cabriel arrivò a metà agosto e poche settimane dopo anche Vasco da Gama giunse in patria salutato immediatamente come un eroe nazionale, fu accolto con dimostrazioni deliranti di benvenuto.

Con testarda determinazione e consumata perizia, aveva provato una volta per tutte che vi era una via marittima per l'India e che il Portogallo possedeva navi ed equipaggi in grado di affrontare i pericoli del viaggio.

Belen

Il viaggio di Vasco de Gama decretò:

  • la fine delle supremazia marinara delle repubbliche marinare

  • l'ascesa del piccolo Portogallo a principale potenza marittima europa

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