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Magellano, l'ammutinamento

I grandi navigatori > Magellano, 1519 > Le tappe del viaggio
Magellano, suo malgrado, decide di cercare un rifugio dove la flotta possa trascorrere l’inverno.
I marinai vorrebbero risalire a nord per rinnovare i felici bagordi vissuti nella accogliente Baia di Santa Lucia, ma Fernando non cede.

Inflessibile ordina l’ingresso delle navi in una baia protetta:

La Baia di San Julian

dal nome del santo che in quel giorno compare sul calendario.
Baia di San Julian
La baia è sicura, ma non è certo accogliente;
la vegetazione è scarsa e non promette facili approvvigionamenti.

Fernando ordina il razionamento dei viveri.

I comandanti delle altre navi sono furiosi per non essere stati consultati e, ad eccezione di Alvaro de Mesquita, comandante della San Antonio, disattendono l’invito a cena di Magellano.
Conception
L'ammutinamento
Il dado è tratto.
Juan de Cartagena ex comandante della San Antonio, Louis de Mendoza comandante della Vittoria e Antonio de Coca  comandante della San Antonio dopo la destituzione di Juan de Cartagena, guidano la rivolta.
Calata la notte, con un drappello di fedeli marinai comandati da Gaspar Quesada, abbordano la San Antonio, immobilizzano il comandante Alvaro de Mesquita,  e i pochi marinai portoghesi a lui fedeli. Quando l’ufficiale in seconda si accorse dell’ammutinamento in atto cerca di opporsi, ma viene assassinato da Gaspar de Quesada.
Juan de Cano riprende così il controllo della San Antonio; Juan de Cartagena ritorna sulla Conception e ne assume il comando, Mendoza resta a bordo della Victoria di cui è il comandante.
Le tre navi sono pronte a dar battaglia;
le vedette della Trinidad non si sono accorte di niente.


equipaggio in catene
Nell’equipaggio della San Antonio molti non hanno aderito alla rivolta perché stimano il loro Ammiraglio e sono stati imprigionati.

Sono consapevoli che Magellano è si duro e severo, ma che a differenza degli altri comandanti, è sempre stato partecipe delle loro sofferenze, sempre sul ponte a prendere il mare con loro durante le tempeste, un uomo che non ha mai chiesto al suo equipaggio ciò che non era disposto a fare in prima persona.
Un vero uomo di mare, duro con se stesso più che con i suoi marinai, vestito con lo stesso fustagno dei suoi uomini, a cui faceva da contraltare la figura di Juan de Cartagena, nobile di Spagna, più attento alle sue acconciature che al comando della nave, sempre pronto a delegare ad altri i rischi e le fatiche del navigare.

La scialuppa che al mattino Fernando ha inviato in esplorazione torna con la notizia della sedizione in atto sulle tre navi.

2 caravelle
Magellano si ritira nella sua cabina e riflette:
“Probabilmente gli ammutinati cercheranno di tornare in Spagna per screditare il mio comando ed ottenere l’invio di una nuova flotta tutta spagnola! “

“Come opporre resistenza disponendo di due sole navi di cui una, la Santiago, molto leggera e con un equipaggio di soli quaranta uomini ?”

Fernando ha deciso:
la Trinidad e la Santiago manovrano e si ormeggiano in modo da bloccare il passaggio di uscita della baia.
scialuppa
Una scialuppa si stacca dalla San Antonio, abborda la Trinidad e consegna un messaggio: i tre comandanti chiedono che in futuro le decisioni siano prese in modo collegiale e di poter avere accesso alle carte nautiche segrete che Magellano non ha mai mostrato.
Magellano esulta:
gli ammutinati non hanno il coraggio di sfidarlo apertamente e dare battaglia!
Nottetempo invia con una scialuppa due soli uomini a lui fedeli a bordo della Victoria
per consegnare un messaggio in cui i comandanti delle tre navi ribelli vengono convocati a bordo della Trinidad per un incontro chiarificatore.

Il capitano Luis de Mendoza rifuta la convocazione! E’ un segnale ! I due marinai uccidono Mendoza.

caravelle sparano
Un altra scialuppa, carica di marinai fedeli a Magellano, abborda e conquista la Victoria.
Duarte, il nipote di Fernando, ne assume il comando e raggiunge le altre due navi all’imboccatura della baia.
Ora sono tre le navi che impediscono l’uscita
della San Antonio e della Conception dalla baia.
La San Antonio tenta l’uscita: si prepara a levare l’ormeggio recuperando due delle tre ancore che ne assicuravano la stabilità ed armando le bombarde per aprirsi un varco.

Ma la fortuna non l’aiuta: l’ultima ancora comincia ad arare e la San Antonio va alla deriva proprio verso la Trinidad.

L’ammiraglia spara alcune bordate mentre un gruppo di uomini fidati ne riprende il possesso.
Nello stesso tempo quaranta uomini scelti abbordano la Conception espugnandola facilmente: alla gran parte dei marinai non dispiace l’idea di tornare sotto il comando di Magellano.

sentenza
L’Ammiraglio instaura una corte marziale guidata dal comandante Alvero de Mesquita.
La sentenza
    • Juan de Cartagena, un grande di Spagna, e Calmete, un prete, saranno abbandonati sulla riva della baia quando la flotta salperà
    • Gaspar de Quesada resosi colpevole di omicidio viene giustiziato
    • I 40 marinai ribelli vengono condannati a morte

Ma Magellano non fa eseguire quest’ultima sentenza.
Per settimane essi attendono la loro esecuzione: poi il colpo di scena.

Magellano sospende la loro condanna a morte e li destina ad eseguire i lavori più pesanti per il resto del viaggio.
Gli resteranno fedeli per sempre riconoscenti per una clemenza inusuale per quei  tempi.

Riepiloghiamo in un breve video le difficoltà e le diffidenze che hanno determinato l'ammutinamento di parte della flotta.
Santiago
E’ autunno inoltrato e Magellano decide di attrezzare le navi e la baia per trascorrervi l’inverno anche se il territorio circostante non offre molto: l’acqua dei laghi vicini ha un sapore salmastro, i pesci sono scarsi, circola qualche animale simile ad un cervo con un lungo pelo, ma è molto difficile avvicinarlo.

Mentre si cominciano a costruire le baracche per passare l’inverno Fernando invia la Santiago verso Sud nella speranza che trovi il sospirato passaggio.

Dopo sessanta giorni della Santiago non si ha alcuna notizia e Fernando comincia a pensare che la nave sia andata perduta.

Improvvisamente fanno la loro comparsa alcuni indigeni nudi,
salvo alcune pelli che ricoprono i loro piedi, e di straordinaria altezza. Ci sono anche donne, ma ahimè non sono attraenti e disponibili come quelle incontrate a Santa Lucia.

Patagoni
Il rapporto con i Patagoni, come li ha battezzati, Fernando è buono e da loro imparano a catturare i timidi animali dalle fattezze di cervi.

Magellano ordina la cattura di 2 Patagoni con l’intenzione di farne dono al re Carlo I. Li invitò a bordo regalando loro le solite cianfrusaglie e, simulando un gioco, li mise ai ferri.
La prima reazione di questi giganti alti 2,15 cm. fu inizialmente rabbiosa, poi col tempo essi si calmarono fino a diventare quasi parte integrante dell’equipaggio. Purtroppo non raggiunsero mai la Spagna; abituati alle fredde temperature della Patagonia si spegneranno di stenti durante l’odissea che caratterizzerà la traversata del Pacifico.

Giugno !
Ormai siamo in pieno inverno. Fernando invia su di un monte vicino due vedette nella speranza possano avvistare il ritorno della Santiago, ma li deve sostituire con grande frequenza perché il freddo minaccia di ucciderli.
Nella baia prende forma un piccole cimitero:
il freddo comincia da uccidere i marinai più deboli.

Metà giugno
le vedette che sull’altura attendono il ritorno della Santiago scorgono due figure avanzare lentamente lungo la costa.
Troppo piccoli per essere due Patagoni; le vedette di corsa vanno loro incontro.

Sono due marinai della Santiago

che, sfiniti dopo dieci giorni di stenti, sono riusciti a raggiungere la baia di San Julian per annunciare il naufragio della loro nave.

Fernando organizza una spedizione di soccorso che ripercorre con molte traversie il cammino inverso dei due marinai della Santiago.
Come avevano testimoniato i due superstiti la costa è molto frastagliata e obbliga la spedizione ad un saliscendi continuo; le gambe degli uomini sono lacerate dai rovi, il freddo è pungente, le notti un inferno. Ma l’ansia di prestare soccorso ai compagni naufragati mette comunque le ali alla spedizione di soccorso.
Come potete immaginare l’incontro con i naufraghi è commovente;
la strada di ritorno, pur faticosa sembra meno tormentata e viene ripercorsa con gioia e felicità da tutto l’equipaggio della Santiago.

L’inverno lascia a poco a poco il passo alla primavera.
Fernando ha premura di ripartire.  Fa tirare in secca tutte le navi e coordina il lavoro degli equipaggi nella ripulitura e calafataggio delle carene, nella sostituzione del cordame logoro, nella riparazione delle vele, nella revisione di tutte le attrezzature per la navigazione.

baia San Julian
Fernando ridefinisce ancora una volta i comandanti delle navi:

  • Magellano conserva il comando della                 Trinidad

  • Alvaro de Mesquita riprende il comando della    San Antonio

  • Serrano viene nominato comandante della           Conception

  • Duarte Barbosa della                                     Victoria.

4 navi
Di Magellano
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