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Balboa, 1513

I grandi navigatori
Nel 1501 Balboa aveva 26 anni quando , per far fortuna, pensava di trasferirsi sull’isola di Hispaniola.
Nell’autunno 1510 gli capitò un 'occasione.
Hispaniola
Era in fase di organizzazione una spedizione che doveva portare rifornimenti al recentissimo insediamento spagnolo di San Sebastian nel golfo di Uraba.

Balboa ricevette l’ordine di requisizione di provviste prodotte dalla fattoria in cui lavorava, vide in ciò un’occasione per dare una svolta alla sua miserevole esistenza.

Si nascose in un barile insieme al suo fedele cane e non uscì dal suo nascondiglio finché le navi non furono in alto mare.

Quando il comandante lo scoprì a  bordo minacciò di abbandonarlo su di un isola deserta, ma per sua fortuna Balboa aveva a bordo degli amici che esaltarono le sue doti di spadaccino, utili in caso di scontro con gli indiani, e la sua conoscenza del territorio a cui erano diretti.
Un aiuto in più era benvenuto, il capitano lo assunse come membro della spedizione.


Verso San Sebastian fondata da Alfonso de Ojeda
Golfo di Uraba
A Darien, sull'istmo, Balboa si dimostrò molto prezioso, perché era in grado  di intrattenere ottimi rapporti con gli indigeni, vicini dei coloni.
Inoltre, diede prova di possedere doti di comando.

Entrando nel golfo di Uraba
la nave ammiraglia fece naufragio su degli scogl sommersi.
La maggior parte dei coloni riuscì a salvarsi, ma tutte le provviste andarono perse.

Gli indios avevano ucciso con frecce avvelenate quasi tutti i coloni della colonia di San Sebastian ed incendiato il relativo villaggio.

I supersiti erano pochi e tra questi c’era  Francisco Pizarro, il futuro conquistatore del Perù.
Il comandante e l’equipaggio furono presi dal panico.

Naufragio
naufragio
Balboa li rassicurò: durante un suo precedente viaggio aveva visto sul lato opposto del golfo un villaggio indio ricco di ottime coltivazioni ed era certo che i suoi abitanti non usavano quelle frecce avvelenate che avevano portato alla distruzione di San Sebastian.

Balboa guidò una spedizione su piccole imbarcazioni verso questo villaggio.

Gli spagnoli ebbero facilmente ragione degli indios che dopo una debole resistenza si diedero alla fuga, abbandonando il villaggio.

Balboa acquistò grande prestigio presso tutti i membri della spedizione.

Il villaggio era confortevole e dotato di fertili campi. Gli spagnoli decisero di farne la nuova capitale del Darien e la chiamarono : Santa Maria la Antigua del Darien.

villaggio
Nell’aprile del 1511 la popolazione si ribellò alla gestione del comandante della spedizione: era un uomo di legge più a suo agio con i libri che non con il comando. Alla prima occasione i coloni lo rimandarono in spagna ed

elessero Balboa come loro nuovo Governatore.

Balboa dedicò mesi di duro lavoro alla organizzazione del villaggio e dei relativi campi.

All’inizio del maggio 1511 Balboa organizzò una spedizione di 100 uomini a Careta, una provincia della costa caraibica. Balboa sapeva usare sia la forza che la diplomazia : con queste sue qualità, riuscì ad accattivarsi le simpatie degli indios di Careta.

villaggio Careta
Il capo villaggio mise a disposizione di Balboa  viveri, uomini ed oro a condizione che Balboa lo aiutasse a sottomettere la vicina tribù dei Ponca.
Balboa sgominò facilmente la tribù rivale ed il capo villaggio per riconoscenza lo guidò verso una grande e ricca provincia del nord.

Qui gli spagnoli ebbero un’accoglienza principesca; furono intrattenuti con grandi banchetti e furono loro offerti molti monili d’oro. Il figlio del capo del villaggio indicò loro un percorso che li avrebbe condotti verso un grande oceano al di la delle colline circostanti. In questo oceano sfociavano fiumi ricchi di oro e le spiagge erano incastonate di perle. Il capotribù aggiunse che la via per raggiungere l'oceano era sbarrata da montagne  infide e da tribù di cannibali.

Balboa doveva quindi organizzare accuratamente una spedizione.

sconfitta Ponca

Passarono 2 anni, prima che potesse portare a compimento il progetto.

Tornato a Santa Maria nel novembre 1511, dovette occuparsi subito dei problemi dell'insediamento. Cattivi raccolti, coloni litigiosi, una cospirazione degli indios contro di lui.

Alla fine di novembre, le inondazioni spazzarono via completamente i raccolti. Balboa inviò un suo aiutante ad Hispaniola a prendere provviste, e ad inviare in Spagna, al re Ferdinando il quinto dei tesori raccolti. Ma la nave naufragò e le autorità non ebbero notizie da Balboa:

se Ferdinando avesse ricevuto la sua parte d'oro, si sarebbe forse dimostrato più favorevole nei confronti del conquistador, come in seguito vedremo.


Santa Maria
Balboa si mise presto in movimento.
Nel marzo 1512 condusse una prima ricognizione a sud del golfo di Uraba che lo portò alla scoperta del rio Atrato. Il viaggio durò 7 mesi e per le condizioni durissime del clima tropicale, costò la vita a 30 membri della spedizione.

Balboa mandava periodicamente dei resoconti delle sue iniziative al re Ferdinando, senza nascondere le difficoltà dell’ambiente. La terra era ricca di acquitrini difficili da attraversare, di montagne pericolose da scalare ed il clima tropicale aumentava i rischi di ogni spedizione.

Re Ferdinando, riconoscente per la dedizione di Balboa,
lo nominò ufficialmente governatore di tutto il Darien.
Ma,…… c’era un ma : la nomina era temporanea; il re si riservava di nominare in tempi successivi un governatore permanente.

Rio Atrato
Balboa si rese conto che se non avesse portato a termine una grande impresa, prima o poi gli intrighi di corte lo avrebbero messo fuori gioco.
Organizzò rapidamente la spedizione.ente la spedizione.

Balboa scelse Careta la provincia del suo vecchio amico capotribù come punto di partenza per le sue ricognizioni alla ricerca del mare sconosciuto.
Il distaccamento che partì da Careta il 6 settembre 1513 era formato da
      • 92 colonizzatori-soldati
      • 2 sacerdoti
      • Guide indie
      • Centinaia di portatori indigeni
      • Grandi mute di cani

la spedizione
Gli esploratori fecero una sosta di 12 giorni nel villaggi indio dei Ponca, prima di addentrarsi nell'interno: avevano davanti il tratto più difficile del viaggio.

L'istmo Panama, nel punto in cui lo attraversarono gli Spagnoli, è largo solo 70 chilometri, ma il terreno è per la maggior parte montagnoso e ricoperto da umidissime foreste tropicali, così fitte da nascondere il cielo.

Talvolta gli uomini esausti, trovavano più facile scendere a nuoto i corsi d'acqua e guadare gli stagni che aprirsi con l'ascia un passaggi attraverso la giungla impenetrabile.
Dopo cinque giorni di  durissima fatica, gli esploratori sfiniti sbucarono finalmente in una zona collinosa dove la vegetazione era meno fitta.
foresta

Li dovettero però affrontare 600 guerrieri Quarecan.

Come al solito, le corazze d'oro, gli scudi coperti di pellicce, gli archi e le frecce degli Indi si dimostrarono un protezione inefficace contro le spade e le armi da fuoco degli Spagnoli e gli attacchi dei cani; gli Indi furono rapidamente messi in fuga e gli esploratori occuparono il loro villaggio principale.

Gli Spagnoli, meravigliatissimi, trovarono che il capo tribù aveva un harem pieno di giovinetti vestiti da donne; orripilati da quella prova di costumi peccaminosi, i cattolici conquistadores aizzarono i loro feroci cani contro i giovinetti, che furono sbranati.
giovinetti sbranati dai cani di Balboa
sbranati dai cani
Lasciato un drappello dei suoi uomini a Quareca, Balboa si spinse in avanti con 66 compagni, le guide e i portatori indigeni. Verso le 10 del mattino del 25 settembre 513, essi giunsero ai piedi di una
"grande collina brulla"
in cima della quale, a detta degli Indi, si vedeva il grande oceano. Quando la spedizione fu vicina alla vetta, BaIboa diede a tutti l'ordine di fermarsi e prendendo con sé Leoncico, proseguì da solo. Dalla cima del colle, il pendio deva bruscamente e in lontananza, oltre la chioma di migliaia d'alberi, si scorgeva una lunga striscia di acqua azzurra che brillava all'orizzonte. Il cronista Oviedo scrisse:
"Immediatamente si voltò verso le truppe, felice, alzando gli occhi e le mani al cielo ... poi si inginocchiò e rese grazie a Dio per ... avergli cesso di scoprire quel mare ... "
Piantata una grande croce sulla cima della collina, Balboa
"ordinò di scrivere i nomi degli uomini che erano arrivati fin lì con lui, in ricordo di tutti loro, perché erano i primi Cristiani a vedere quel mare".
La piccola cerimonia terminò con il canto del Te Deum.
Balboa avvista l'oceano Pacifico
Balboa sulla collina
Due giorni dopo, Balboa, con 26 compagni, arrivò a una grande insenatura (che fu chiamata Golfo de San Miguel) per prendere possesso dell'oceano cui diede il nome di Mar del Sur.

Era l'ora della bassa marea e davanti a Balboa si stendeva una distesa sconfinata di sabbia; non vi era altro da fare che sedersi all'ombra e attendere che l'oceano arrivasse fino a loro.

Improvvisamente, con l'arrivo della marea,
"l'acqua si alzò velocissima, con grande impeto";
Balboa, rivestito dall'armatura, si gettò tra le onde brandendo la spada e lo stendardo di Castiglia e, mentre l'acqua spumeggiava proclamò:

"lo prendo e assumo reale possesso ... di questi mari e terre e coste e isole."

Dopo aver giurato di difendere quella estensione di domini occidentali spagnoli, Balboa e i suoi uomini intagliarono croci nei tronchi degli alberi in onore della Santissima Trinità.
Balboa raggiunge l'oceano
La scoperta dell'Oceano Pacifico non sembrava però sufficiente a Balboa.

Gli Indi gli avevano parlato di isole non lontane dalla costa che avevano l'allettante nome di "Isole delle Perle".
Era deciso a esplorarle, ma il cattivo tempo frustrò tutti i tentativi di raggiungerle; giurando a sé stesso che un giorno sarebbe ritornato, Balboa dovette accontentarsi di esplorare le zone interne verso nord alla ricerca di oro e di altri oggetti preziosi.
Lungo il percorso, riuscì a convincere alcune tribù a riconoscere la sovranità della Spagna.
isole delle perle
Tutti i soldati erano ormai esausti e febbricitanti e Balboa stesso dovette essere trasportato per un tratto in un'amaca.
Il 19 gennaio 1514, gli esploratori arrivarono finalmente a Santa Maria la Antigua, dove furono accolti trionfalmente:

quell'esplorazione, intrapresa per scopi politici, aveva raggiunto in pieno l'obiettivo.
Viaggio
Balboa scrisse immediatamente al Re, annunciando la scoperta e chiedendo di essere nominato governatore permanente del Darién;
allegato alla lettera vi era
    • un altro tributo di un quinto dei tesori, riservato alla Corona (200 bellissime perle) e
    • una petizione dei colonizzatori che chiedevano la nomina di Balboa.
Quelle lettere giunsero però in Spagna quando il Re aveva già riorganizzato tutta l'amministrazione dell'istmo. Balboa aveva i suoi principali sostenitori nel Darién, ma era esposto agli intrighi di corte.

Il risultato non sarebbe potuto essere più umiliante per Balboa.

Infatti era già in viaggio per la colonia una flotta con 3.000 nuovi colonizzatori. Fra di essi vi erano De Soto, De Coronado e molti altri che sarebbero poi passati alla storia, insieme a tutto il nuovo personale amministrativo della colonia, capeggiato da un cortigiano settantenne, Pedrarias de Avila, che il re Ferdinando aveva nominato governatore permanente del Darién.
imbarcazioni
Pedrarias giunse a Santa Maria in un giorno torrido alla fine del giugno 1514.

Forse per intimidire l’uomo che era venuto a sostituire, arrivò in città alla testa
    • di una colonna di 2.000 soldati rivestiti di armature luccicanti,
    • di cavalli bardati sfarzosamente,
    • di monaci salmodianti e di schiavi mori.

Nonostante il calore, il governatore indossava sontuosi abiti di pesante seta.
Pedrarias si appropriò della casa di Balboa e ordinò un'inchiesta sulla sua amministrazione.
Un esame dei documenti era una routine normale al momento del cambio dei governatori coloniali spagnoli, ma, nel caso di Balboa, Pedrarias prolungò all'infinito l'inchiesta: solo nel dicembre 1514 Balboa fu assolto dalle accuse di condotta amministrativa scorretta.

Balboa dovette certamente leggere con amaro divertimento una lettera ricevuta a quell'epoca, in cui il re Ferdinando lo assicurava di aver dato disposizione a Pedrarias
"di seguire i vostri affari con cura e di favorirvi come persona che io desidero profondamente gratificare".

Pedrarias era un vecchio tirannico, interessato soltanto a gratificare e ad arricchire sé stesso.
Permise alle sue truppe
    • di razziare l'oro e
    • di torturare e rendere schiavi gli Indi,
la cui amicizia Balboa aveva coltivato con tanta cura.
L'insulto peggiore fu quello di impedire a Balboa di compiere altre esplorazioni.

Tutt'a un tratto, gli eventi cambiarono in favore di Balboa, che
nel marzo 1515 fu nominato da Ferdinando  governatore di Panama e Coiba:
  • ovvero amministratore delle zone scoperte lungo il Pacifico e
  • governatore ed esploratore dei territori ancora quasi totalmente sconosciuti a nord del Darién.

Ma la sua autorità era resa nulla dal potere molto più grande di Pedrarias: il vecchio, non solo gli negò i rifornimenti necessari pel poter adempiere ai nuovi compiti, ma arrivò a inviare alcuni dei suoi luogotenenti per esplorare una parte della nuova provincia di Balboa.

Pedrarias de Avila
Panama e Coiba
Balboa si appellò al Re:
  • "Pedrarias è molto vecchio pel prestare servizio da queste parti, soffre per una grave malattia e non è stato bene un solo giorno da quando è arrivato qui ...
  • È un uomo a cui interessa ben poco se metà delle sue truppe va persa nelle spedizioni ...
  • Il governatore è un uomo che ama vedere la gente divisa da discordie e, se non ve ne sono, le crea lui ...
  • È completamente assorbito dalla sua avidità e dal desiderio di ammassare guadagni, si dimentica dei suoi doveri di governatore ...
  • È completamente dominato dall'invidia e dalla cupidigia".

Pedrarias, infatti, stava facendo progetti per stabilire insediamenti nei territori sotto l'amministrazione di Balboa; indignato, Balboa cercò di reclutare direttamente gli uomini necessari per una spedizione. Il vecchio Pedrarias lo accusò allora di cospirazione e di ribellione e lo fece rinchiudere in una gabbia fuori della sua casa; lì, l'esploratore rimase prigioniero due mesi, fino a quando le proteste dei suoi amici riuscirono a fado liberare.

Le razzie di Pedrarias
Razzia di Pedrarias
Si verificò poi un fatto straordinario:
Pedrarias annunciò che Balboa si era sposato in Spagna per procura con sua figlia!
Evidentemente il governatore, che aveva appena appreso la notizia della morte di re Ferdinando, voleva prendere tempo per accertare chi il nuovo Re avrebbe favorito e cercava di ingraziarsi il suo rivale.

Ora Balboa era, in teoria, libero di ritornare al Mare del Sud, ma Pedrarias gli ordinò di costruire, prima di tutto, un fortino ad Acla, lungo la costa, per proteggere i passi di montagna che conducevano al Pacifico. Nonostante disponesse di pochissima manodopera, in sei mesi Balboa costruiì, non solo il fortino, ma anche l'insediamento che doveva servire da appoggio. Tutto era cosi ben organizzato che un visitatore disse:
"Laggiù si mangia bene come a Siviglia" .

Acla
Nell'agosto 1517 Balboa, con 235 Spagnoli, si mise di nuovo in viaggio verso il Mare del Sud.
Qesta volta, gli Spagnoli trasportavano loro stessi le provviste, tra cui legname locale con il quale avrebbero voluto costruire imbarcazioni per raggiungere l'Arcipelago de las Pedas. Portarono con sé il legname, credendo che non potesse essere intaccato dalle brume.
Quando la spedizione raggiunse finalmente In fiume che sfociava nel Mare del Sud, una piena improvvisa spazzò via il legname e gli Spagnoli poterono salvarsi a stento arrampicandosi sugli alberi. Pensando che legno di qualità scadente fosse meglio di niente, cominciarono subito a segare nuove tavole.

Nel maggio 1518 fu completata la costruzione di due piccole navi che scesero il corso del fiume ed entrarono in mare. Dopo un viaggio lungo e difficile, gli Spagnoli approdarono alle isole dell' Arcipelago de las Pedas giusto in tempo: le imbarcazioni, mal costruite e con le tavole crivellate di fori dovuti alle brume, affondarono subito dopo l'arrivo.
Gli esploratori scoprirono che le isole avevano pochi abitanti e ancor meno tesori.
Delusi ma non scoraggiati, costruirono nuove imbarcazioni e, alla fine di settembre, lasciarono le isole e trascorsero parecchie settimane eseguendo ricognizioni lungo la costa dell'istmo.
Arcipelago de las Pedas
I sogni di Balboa di ammassare facilmente ricchezze erano forse svaniti, ma egli era ancora padrone del suo territorio inesplorato.

In novembre, Balboa ricevette una notizia sorprendente:

Pedrarias stava per essere sostituito da un nuovo governatore.

Dopo aver deciso di stabilire un insediamento nel territorio affidatogli, Balboa invitò il proprio suocero a unirsi a lui, quando avesse lasciato il governatorato del Darien: in dicembre fu informato che Pedrarias desiderava discutere alcune faccende con lui e dedusse che il vecchio fosse interessato alla sua offerta.

Ritornò quindi in tutta fretta ad Acla, dove fu arrestato da un distaccamento di soldati - di cui faceva parte anche Francisco Pizarro - e informato che il suo progetto di stabilire un insediamento era considerato un tradimento.
Balboa
Istmo di Panama
Prima di lasciare il Nuovo Mondo, Pedrarias, con un ultimo atto di vigliaccheria accusò Balboa di una serie di crimini che non aveva commesso, tra cui
crudeltà nei confronti degli Indi e
un complotto contro la Corona.

Nel corso di un processo che si svolse secondo procedure sommarie, Balboa fu giudicato colpevole e condannato a morte. (Secondo alcune fonti, Pizarro diresse l'esecuzione). Vasco Nunez de Balboa, colui che aveva scoperto il Pacifico,
il 15 gennaio 1519,
s'incamminò "valoroso e sereno" verso la piazza di Acla, dove fu decapitato.

L'esecuzione di Balboa
Esecuzione di Balboa
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