L'esplorazione dell'Artide - grandinavigatori

Vai ai contenuti

Menu principale:

L'esplorazione dell'Artide

I grandi navigatori
Artide
Il primo tentativo di superare il Circolo Polare Artico puo essere fatto risalire al
325 a.C.
un contemporaneo di Aristotele, che cercò di trovare miniere di quello stagno che raggiungeva sporadicamente la colonia greca di Massilia (oggi Marsiglia), sulla costa mediterranea.
Navigando oltre le Colonne d'Ercole, raggiunse la Bretagna, circumnavigò le isole britanniche e, avendo appreso dalla popolazione locale, l'esitenza di una misteriosa terra di Thule, si spinse ancora più a nord. Dopo sei giorni di navigazione,

raggiunse una terra sul bordo di un mare ghiacciato,
e descrisse ciò che si crede sia l'aurora boreale e il sole di mezzanotte.

Mentre alcuni storici sostengono che questa nuova terra di Thule fosse la costa norvegese o le Isole Shetland, sulla base delle sue descrizioni e delle rotte commerciali dei primi navigatori britannici, è possibile che Pitea fosse viceversa giunto alla lontana Islanda.
Pitea (statua eretta a Marsiglia)
statua Pitea
Il primo vichingo a vedere l'Islanda fu Gardar Svavarsson, che andò fuori rotta a causa delle condizioni difficili mentre navigava dalla Norvegia alle Isole FærØer. Ciò portò rapidamente ad un'ampia colonizzazione. Non tutti i coloni riuscirono comunque nei tentativi di raggiungere l'isola.
Nel X secolo, Gunnbjörn Ulfsson si perse in una tempesta e avvistò una costa lontana con le sponde coperte di verde. Nel
985
stabilì un insediamento sulle coste dell'attuale Groenlandia.

Dopo uno sviluppo iniziale, questi insediamenti alla fine furono abbandonati a causa dei cambiamenti delle condizioni climatiche. Si pensa che siano sopravvissuti fino a circa il 1450.
I primi coloni groenlandesi navigarono verso ovest, in cerca di migliori pascoli e terreni di caccia.
Tra gli studiosi moderni è aperta la discussione su quale fosse la posizione precisa delle nuove terre di Vinland, Markland e Helluland che avevano scoperto.
Eric, il Rosso
Eric il rosso
Il Passaggio a Nord-ovest è un percorso che collega l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico attraverso l'Oceano Artico.
Dalla scoperta dell'America si cercava una rotta verso l'Asia, l'esplorazione dei margini settentrionali del America del Nord ha delineato il Passaggio a nord-ovest. Nel
1497
tentò di trovare un un passaggio a nord-ovest attraverso l'Atlantico, ma l'insuccesso convinse gli inglesi a cercare un percorso alternativo ad est.

Caboto
L'idea di esplorare il mare di Barents fu proposta dal diplomatico russo Dmitrij Gerasimov nel 1525. La maggior parte della rotta si trova in acque artiche e alcuni tratti sono liberi dal ghiaccio per soli due mesi all'anno, rendendo così il percorso molto pericoloso. Nel
1525
Sir Hugh Willoughby e Richard Chancellor
intrapesero questa spedizione .
  • L'equipaggio con Willoughby naufragò al largo della penisola di Kola, dove perì di scorbuto.
  • Chancellor con il suo equipaggio raggiunse la foce del fiume Dvina Settentrionale, dove fu accolto da una delegazione dello zar Ivan il Terribile.
Chancelor, riportato a Mosca, fondò la Compagnia di Moscovia, per promuovere il commercio tra l'Inghilterra e Russia.
Alcuni anni dopo, Steven Borough, il comandante della nave di Chancellor, raggiunse il Mare di Kara, quando fu costretto a tornare indietro a causa del ghiaccio.

L'interesse si riaccese nel 1564, dopo che Jacques Cartier scoprì le foci del San Lorenzo. Martin Frobisher era deciso a trovare una rotta commerciale verso ovest dall'Inghilterra all'India. Tra il 1576 e il 1578, intraprese tre viaggi nel Canada Settentrionale per trovare il passaggio. Nel
1578
Martin Frobisher
scoprì la baia che oggi porta il suo nome.
Nel luglio del 1583, Sir Humphrey Gilbert, che aveva scritto un trattato sulla scoperta del passaggio ed era un sostenitore di Frobisher, rivendicò la Colonia di Terranova per la corona inglese.
Al servizio di Elisabetta I nel
1585
John Davis
penetrò nello Stretto di Cumberlande raggiunse l'Isola di Baffin.

Davis circumnavigò la Groenlandia prima di dividere le sue navi in quattro spedizioni separate per cercare un passaggio verso ovest.
Anche se non fu in grado di passare attraverso le gelide acque artiche, riferì ai suoi mandanti che il passaggio ricercato è "una questione per nulla dubbia [sic]," e si assicurò il supporto per due ulteriori spedizioni, raggiungendo la lontana Baia di Hudson.
Anche se in Inghilterra gli sforzi furono interrotti nel 1587 a causa della Guerra anglo-spagnola (1585-1604), Le relazioni favorevoli di Davis sulla regione e la sua gente avrebbero ispirato gli esploratori nel secolo successivo.
Dvina
La Baia di Frobisher
Baia di Baffin
Baffin Bay
Le parti occidentali del passaggio furono esplorate contemporaneamente da Paesi del Nord Europa come Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia, alla ricerca di una rotta alternativa verso la Cina e l'India.

Anche se queste spedizioni non ebbero successo, furono scoperte nuove coste e isole. Nel
1596

scoprì le Spitsbergen e l'isola degli Orsi

Spitsbergen
A partire dal 1500 anche i Russi iniziarono ad esplorare le regioni artiche. Il Monastero di Pečenga a nord della penisola di Kola fu fondato da monaci russi nel 1533.
Dalla loro base a Kola, i Pomory, cioè i coloni Russi sulla costa del Mar Bianco, esplorarono la regione di Barents, Spitsbergen e Novaja Zemlja, tutte oltre il Circolo Polare Artico.
Essi inoltre esplorarono il nord in nave, alla scoperta della Rotta del Mare del Nord, così come penetrarono le aree al di là degli Urali nella Siberia del nord. Nel

1648

scoprì il famoso Stretto di Bering
tra America e Asia.

Stretto di Bering
Ottanta anni dopo Dežnëv, un altro esploratore per conto della Russia, nel

1728

fece un viaggio simile in senso opposto a quello di Denzev, a partire dalla Kamčatka in direzione nord per il passaggio che porta il suo nome (Stretto di Bering).
Fu Bering ad attribuire il nome attuale alle isole Diomede, scoperte e descritte da Dežnëv.
Stretto di Bering
Bering
Nella prima metà del XIX secolo, alcuni tratti del passaggio a nord-ovest furono esplorati separatamente da spedizioni diverse, compresa quelle di John Ross, William Edward Parry, James Clark Ross, e spedizioni via terra guidate da George Back, Peter Warren Dease, Thomas Simpson e John Rae.
Tra le tante spedizioni, tragica è quella intrapresa nel
1845

A Sir Robert McClure, è stato attribuita la scoperta del Passaggio a Nord-ovest via mare con la McClure Arctic Expedition nel 1851 quando attraversò lo Stretto di McClure dall'Isola di Banks in direzione dell'Isola Melville. Tuttavia, lo stretto era bloccato dal ghiaccio nuovo in quella stagione, che lo rendevano non navigabile alle navi.

Stretto di McClure
Nel                                                         1893
parti per la sua famosissima impresa: il tentativo di lasciarsi trasportare da una corrente marina verso il Polo Nord sulla sua goletta, la Fram, chiusa tra i ghiacci.
Più tardi divenne un noto zoologo e oceanografo, fu a capo della delegazione norvegese alla Società delle Nazioni e diresse un vasto programma internazionale di soccorso dopo la prima guerra mondiale. Nel 1922, in riconoscimento della sua opera umanitaria gli fu conferito il premio Nobel per la pace. Il suo talento letterario lo aveva reso mi autore popolare.
Morì nella sua casa vicino a Oslo nel 1930, onorato come un eroe nazionale.

La Fram di Nensen parte da Bergen
Fram
Possiamo attribuire la definitiva conquista del Passaggio a nord-ovest solo nel
1906
che era salpato giusto in tempo per sfuggire ai creditori che cercavano di bloccare la spedizione,

completò un viaggio di tre anni con la Gjøa,
nave da aringhe riadattata di 47 tonnellate.

Alla fine di questo viaggio, entrò nella città di Eagle, Alaska, e inviò un telegramma che annunciava il suo successo. La sua rotta non era tuttavia commercialmente pratica: oltre al tempo impiegato, alcuni tratti di mare erano troppo bassi.
Gjøa, la nave di Amundsen
Gjøa
Il 3 agosto 1958,
il sottomarino statunitense Nautilus
raggiunse il Polo Nord senza emergere. Poi continuò la navigazione sotto la calotta polare ghiacciata.
USS Nautilus
La vita degli inuit nell'Artico
La vita degli iluit nell'Artico
... e quella altrettanto dura di orsi e volpi
La dura vita di orsi e volpi nell'Artide
Gli esploratori che si sono avventurati nell'Artide
 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu